A Gerusalemme, come nel resto del mondo, è stata una Pasqua “in un clima di morte”. La celebrazione è stata affidata a pochi sacerdoti nella Chiesa del Santo Sepolcro, che era sempre stata aperta per la Pasqua da almeno un secolo e vedeva la partecipazione di migliaia di fedeli.
La Città Vecchia, sotto quarantena stretta imposta dalle autorita’ israeliane da mezzogiorno, si e’ trasformata in un luogo fantasma. “La Pasqua è un tempo per la vita”, ha affermato l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarca latino di Gerusalemme, che è arrivato in chiesa sotto l’occhio vigile delle forze di sicurezza israeliane. “Nonostante i segni della morte ovunque, la vita prevarrà finché qualcuno darà la vita per amore degli altri”, ha aggiunto, prima di entrare in chiesa.
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