Coronavirus – migranti, stop alle espulsioni dai centri di accoglienza

Con una circolare indirizzata ai prefetti, il Dipartimento libertà civili e immigrazione del Viminale chiede di trattenere nelle strutture rifugiati e richiedenti asilo anche – spiega il capo del Dipartimento, il prefetto Michele di Bari – «se non hanno più titolo a permanere nei
centri». La circolare, datata 1 aprile, rientra tra le misure adottate dal Viminale per prevenire la diffusione del coronavirus e viene incontro all’esigenza di assicurare controlli e assistenza sanitaria anche ai migranti.

Un’iniziativa in linea con quella adottata alla fine dello scorso anno quando, grazie a un accordo tra il ministero e l’Associazione dei comuni (Anci), si permise la permanenza
all’interno dei Siproimi (ex Sprar) ai titolari di protezione umanitaria, anche oltre
la scadenza del 31 dicembre prevista dal primo decreto sicurezza voluto da Matteo
Salvini quando era ministro dell’Interno.

Sono 84.946 i migranti presenti nelle strutture fino al 31 marzo scorso, 22.420 dei
quali trovano posto all’interno dei Siproimi e 62.428 nei centri di accoglienza. Tre, invece, le categorie di persone che fino a due giorni fa, quando sono state impartite le nuove direttive, rischiavano di ritrovarsi da un giorno all’altro in mezzo alla strada.

La prima riguarda quanti si sono visti respingere la domanda di asilo e che ora potranno rimanere nelle strutture che li accolgono fino alla fine dell’emergenza pandemia. Poi ci sono coloro – e sono una minoranza- che hanno subito un provvedimento disciplinare, per essersi allontanati dal centro senza permesso o per un altro motivo. Infine quanti si
trovano nei Siproimi. A parte i minori non accompagnati – per i quali la permanenza
nella struttura non è in discussione – il provvedimento riguarda persone che hanno
ottenuto lo status di rifugiato e per le quali è previsto un percorso di integrazione della durata di sei mesi, rinnovabili per altri sei. Chi tra questi si trova alla fine del percorso, anziché abbandonare la struttura come previsto può rimanere e continuare a
ricevere assistenza