Coronavirus- la storia del comandante coraggioso

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La storia sembra uscita da un libro di Joseph Conrad, gli ingredienti ci sono tutti, con un finale all’altezza, se non fosse una storia che ci ha tenuti tutti col fiato sospeso.

Il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani, ha ricevuto il comandante Gennaro Arma di ritorno a casa  da Yokohama, in Giappone, dove è stato  in quarantena con la nave da crociera Diamon Princess, ferma per l’epidemia di coronavirus a bordo.

Il comandante, atterrato ieri sera intorno alle19.30 a Fiumicino e ricevuto dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, è arrivato in serata in penisola, accolto dai suoi cari e dai suoi concittadini, consapevoli di avere ormai il loro eroe.E’ stata un’esperienza impegnativa, unica nel suo genere, ma alla fine è andato tutto bene”, ha detto il comandante al ministro Di Maio che lo ha atteso per porgergli il saluto di tutti appena sceso dall’aereo.

Il suo comportamento a bordo è stato ritenuto da tutti ineccepibile, gentile e rassicurante con i passeggeri e l’equipaggio, una condotta per la quale il Presidente della Repubblica Mattarella lo ha insignito del titolo di Commendatore.

Continua a dire di non essere un eroe ma solo un comandante che ha fatto il suo dovere. E forse non ha torto, è un uomo di mare tenace e resistente oltre che paziente, forgiato al lavoro come ogni buon marinaio della penisola.

Originario di Meta di Sorrento, 45 anni, ora è diventato “the brave capitain”, per aver dimostrato coraggio e calma nel gestire una situazione  fuori da ogni manuale. L’ immagine che ha fatto il giro del mondo, alla fine di tutta questa avventura, è stata quella del comandante  che per ultimo ha lasciato la nave, come ci si aspetta da un bravo capitano.

Ora, tornato in Italia, dovrà restare a casa, ma questa volta nella sua terra e con la sua famiglia, con la moglie, che lo ha definito coraggioso ed equilibrato, e sua figlia in un meritato riposo: “Post nubila, Phoebus”, come ha affermato il suo Sindaco.

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