Coronavirus, la scuola in dimensione e-teaching

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Ecco come dalla teoria sull’e-teaching si può passare all’insegnamento con le nuove tecnologie facendolo sul campo: la sospensione delle lezioni in presenza funge da stimolo per la tele-didattica di cui si parla molto da anni. Ecco come ci si sta organizzando nelle scuole. E-teaching: parola quasi inutilizzata dalle nostre parti (è sufficiente, per rendersene conto, fare una ricerca su Google limitandosi ai soli siti in italiano) a tutto vantaggio dell’abusatissimo termine e-learning, che tecnicamente definisce l’apprendimento per via telematica, e non l’insegnamento con i medesimi strumenti tecnologici. Un docente non può più prescindere dalle nuove tecnologie come Internet se vuole stare al passo con i tempi e di quei dispositivi può servirsi, in modo efficace, per arricchire la propria offerta formativa, come nel caso del “blended learning”. In alternativa, la Rete può diventare veicolo esclusivo dell’insegnamento somministrato a distanza. Altri vantaggi risiedono nella multimedialità, cioè nella disponibilità di file audio, video o d’immagine a corredo del testo; nell’opportunità di dialogare con l’insegnante tramite chat o di comunicare con lui mediante una webcam; nel controllo esercitabile sui progressi compiuti da ogni utente (monitoraggio della consultazione dei contenuti, esiti delle verifiche e superamento di ogni tappa del processo di apprendimento). In tempo di coronavirus e di scuole chiuse, rappresenta una risorsa in più.