Coronavirus – Indennità dei 600 euro per i lavoratori privati – previsto l’obbligo di iscrizione alla Casse “in via esclusiva”

Con la pubblicazione del decreto legge 8 aprile 2020, n. 23 sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 94 dell’8 aprile 2020, in vigore da oggi, arriva un nuovo paletto per la concessione del bonus di 600 euro per i professionisti iscritti alle Casse di previdenza private. All’articolo 34 (Divieto di cumulo di pensioni e redditi) si prevede infatti l’obbligo di iscrizione alla Casse “in via esclusiva”. Rimangono fuori dunque coloro che versano contributi da lavoro anche all’Inps. L’ulteriore previsione pone dunque un problema alle Casse che per accettare le domande (il plafond ormai è esaurito, potrebbe comunque essere rifinanziato perché i termini scadono a fine mese), o procedere ai pagamenti, devono essere messe in grado di conoscere se il richiedente versa anche all’Inps. Informazione che potrebbe arrivare o da un incrocio dei dati oppure da una autocertificazione ma che potrebbe comportare un blocco o rallentamento dei pagamenti in attesa di un chiarimento.
“La scorsa settimana, su indicazione di governo e Inps, milioni di professionisti avevano presentato la domanda per poter usufruire del bonus di 600 euro previsto dal Cura Italia”, commentano in una nota congiunta Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, e Mauro D’Attis, deputato azzurro e membro della Commissione Bilancio di Montecitorio. “Adesso – prosegue la nota – con il decreto Imprese, da Palazzo Chigi si rimangiano la parola data e dicono abbiamo scherzato: l’indennità spetta agli iscritti “in via esclusiva” alle Casse private “non titolari di trattamento pensionistico”. Tantissimi pagamenti saranno dunque bloccati, mentre per altri l’iter di richiesta dovrà essere nuovamente inoltrato. Una presa per i fondelli bella e buona, un ennesimo schiaffo a tanti lavoratori che con questa emergenza sono in estrema difficoltà”.