Quest’anno per le imprese artigiane italiane è stato un anno da dimenticare. Un disastro economico con, nel complesso oltre 10.902 unità di imprese in fallimento.
Secondo l’analisi della Cgia l’entità della recessione dipenderà dalle misure di sostegno che verranno stipulate dal Governo nei prossimi due mesi. Tra le proposte di Cofartigianato c’è la necessità di erogare contributi a fondo perduto per azzerare le imposte erariali per l’anno corrente: come l’Irpef, l’Ires e l’Imu sui capannoni. Un dato negativo in linea con quanto registrato nello stesso arco temporale dei 3 anni precedenti. Il peggio, dovrebbe verificarsi nei prossimi mesi, quando l’effetto economico negativo del Covid si farà sentire con maggiore intensità.
“L’artigianato ha bisogno di sostegno perché è l’ elemento di coesione sociale del nostro sistema produttivo – prosegue il segretario della Cgia, Renato Mason – se spariscono le micro imprese, rischiamo di abbassare notevolmente la qualità del nostro made in Italy. Anche se con il decreto Rilancio sono state introdotte diverse misure tra cui l’azzeramento del saldo e dell’acconto Irap in scadenza a giugno, la riproposizione dei 600 euro per il mese di aprile e la detrazione del 60 per Troppi provvedimenti rischiano di disperdere in tanti rivoli le risorse messe a disposizione che, invece, dovrebbero essere convogliate solo su tre voci: famiglie, indennizzi diretti alle imprese e taglio delle tasse”.
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