Coronavirus- il nuovo appello per la sicurezza del personale medico e infermieristico

0
132

Da più parti arriva l’invito a lavorare insieme per garantire a tutte le strutture “di proteggere le persone che proteggono il resto di noi”. 

Ma attualmente, infatti, la carenza dei dispositivi individuali di protezione “sta lasciando infermieri, medici e altri operatori sanitari in prima linea pericolosamente mal equipaggiati”

L’assenza di dispositivi di protezione individuale come le mascherine forniti soprattutto agli ospedali e la carenza di personale “lasciano scoperta o rendono pericolosa l’assistenza nelle strutture e sul territorio.

Le statistiche di ogni giorno indicano che, dei casi positivi  a COVID-19, oltre l’80% sono medici e infermieri. E, per tutti, le prospettive sono quelle di un rischio altissimo senza gli adeguati dispositivi di protezione personale e di un livello di stress per la carenza di organici che lascerà il segno anche dopo l’emergenza COVID-19. 

Sia chiaro che nessuno si tirerà mai indietro, e la miglior testimonianza di questo la danno i cittadini con la loro gratitudine e gli stessi professionisti con l’impegno profuso nel salvare vite”.

Necessita, però, ridefinire le priorità nella lotta al nuovo Coronavirus mettendo subito in sicurezza medici e infermieri, come strategia primaria di sanità pubblica.

In questo momento sento  tutta la responsabilità di rappresentare una categoria professionale, quella degli infermieri, alla quale non è stato, e non è garantito il diritto alla sicurezza. 

Una situazione inverosimile, indegna di una società civile, che mette in pericolo la salute pubblica perché è stato sottovalutato il rischio nei confronti degli operatori.. 

Chiedo che la fornitura dei DPI diventi una priorità assoluta: lo richiede la salute dei nostri cittadini e lo merita.

Rivolgo quindi un accorato appello a  provvedere all’immediata erogazione, a tutti gli operatori sanitari, di kit completi ed in numero adeguato di dispositivi di protezione di qualità idonea a contenere sia il rischio di contrarre il virus che di esporre la popolazione ad involontario contagio.

 

                                                                                                            Il Presidente
                                                                                                      dott. Cosimo Cicia