Coronavirus, i commercialisti: ‘Rinviare tutti i versamenti’

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Se la cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza coronavirus dovesse davvero partire il 16 maggio, come ipotizzato oggi dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli, andrebbero spostati in blocco al 30 settembre tutti i versamenti di ritenute, imposte sui redditi e Irap, esclusa quindi l’Iva periodica ma compresi quelli legati alle dichiarazioni. E’ quanto chiede il Consiglio nazionale dei commercialisti che aveva gia’ formalizzato questa richiesta in un documento contenente 30 proposte di emendamenti al decreto Cura Italia, consegnato nelle scorse settimane alla Commissione Bilancio del Senato.

Secondo i vertici della categoria guidata da Massimo Miani, lo spostamento dei termini al 30 settembre si rende ancora piu’ urgente proprio nell’eventualita’ di un ulteriore prolungamento della fase di lockdown. Ma i commercialisti chiedono di avviare una riflessione anche su una ipotesi alternativa e piu’ estrema: il rinvio di tutti i versamenti, compresi anche i saldi Irpef, Ires e Irap al 2019, al 2021.