Coronavirus – Gli scienziati coreani ipotizzano che il virus possa ritornare anche dopo debellato

C’è la possibilità che il nuovo coronavirus possa ‘riattivarsi’ nelle persone che sono già state curate. Cioè, coloro che sono risultati negativi per due volte consecutive in 24 ore, possono ritornare positivi al terzo tampone.
Una ipotesi questa, emersa in Corea del Sud uno dei primi Paesi colpito dalla pandemia ma anche quello che con un costoso programma di tamponi, è riuscito a contenere il contagio in maniera efficientissima, limitando così le vittime ed evitando le misure di contenimento più restrittive.

In Corea del Sud 51 pazienti che avevano affrontato e vinto la malattia, sono poi risultati nuovamente positivi al Sars-Cov2. Di fronte a questo nuovo scneario si sono palesate tre ipotesi: la prima è che i test non siano del tutto affidabili in quanto i tamponi sono prodotti da compagnie diverse con protocolli diversi e non tutti gli ospedali utilizzano lo stesso metodo, quindi potrebbero dare risultati differenti. La seconda ipotesi che sembra essere meno probabile secondo il parere degli scienziati, è che le persone che sono risultate positive anche dopo essere guarite una prima volta abbiano contratto nuovamente il virus. Ad oggi, non esiste in effetti una prova certa che il nostro organismo sviluppi una completa immunità al Sars-Cov-2, come avviene per altre patologie. Non si può dunque escludere del tutto questo rischio, anche se, sembra una possibilità remota. La terza ipotesi, è che il virus abbia la capacità di ‘riattivarsi’ anche una volta debellato. Quest’ultima ipotesi sembra essere la più accreidtata tra gli scienziati coreani, ha fatto sapere Jeong Eun-kyeong, il direttore del Cdc.

Casi simili ance in Cina e in Giappone, ma i dati a disposizione della comunità scientifica sono insufficienti per permettere agli studiosi di giungere a una conclusione certa a livello internazionale.