Stop ai versamenti di Iva, ritenute e contributi per aprile e maggio. Con
uno sguardo anche su giugno, conti permettendo. Blocco dei pignoramenti dei conti correnti e del quinto dello stipendio, di avvisi bonari e accertamenti. Deroga in arrivo anche
sui termini del bonus prima casa per non perdere l’agevolazione su Iva e imposta di registro. E, come richiesto da maggioranza e opposizioni, sempre più possibile lo slittamento al 2021 di sugar e plastic tax. Il nuovo stop al fisco è un capitolo centrale per il sostegno alla liquidità delle imprese a cui sta lavorando il governo.
Ma allo stesso obiettivo risponde l’idea di una nuova misura sblocca-debiti, per liberare almeno una parte delle fatture che le aziende fornitrici della Pa attendono ancora di vedersi liquidare. La traccia seguita è quella dello sblocca-debiti del 2013: un’iniezione di liquidità agli enti pubblici, sanità ed enti territoriali in primis, per consentire di pagare almeno una quota dei debiti commerciali incagliati. Le vecchie fatture valgono in complesso 37 miliardi, dicono le ultime stime Mef, ma in questo bacino quelle scadute si attesterebbero poco sotto i 30. Il problema è quello del finanziamento. Il meccanismo potrebbe non incidere sull’indebitamento netto se il prestito fatto agli enti non amplia
la loro capacità di spesa totale. In pratica, dovrebbe essere accompagnato da un obbligo di accantonamento equivalente. Il nodo, tuttavia, resta quello delle risorse, perché anche senza aumentare l’indebitamento ci sarebbe il bisogno di emettere titoli per raccogliere la liquidità necessaria ad alimentare la macchina.

