Coronavirus – Filippine: ordine di aprire il fuoco del presidente Duterte su chi viola la quarantena

Nell’ultima settimana i contagi da Coronavirus sono nel mondo più che raddoppiati. A livello globale si sfiora il milione di infezioni.
In alcuni territori, come per esempio l’Australia, la maggioranza dei casi positivi è ancora legata a persone di ritorno dall’estero o ai loro contatti, in altri, come gli Stati Uniti, le infezioni sono prevalentemente autoctone e questo rende più difficile identificare i positivi e contenere la diffusione della pandemia.

Intanto, preoccupa la situazione nelle Filippine, dove il presidente Rodrigo Duterte ha ordinato di sparare a chiunque violi le regole della quarantena. La dichiarazione è arrivata dopo l’arresto di 21 persone che erano scese in strada per chiedere aiuti dal governo: la maggior parte dei 48 milioni di persone che vivono sull’isola di Luzon sopravvive grazie a lavori giornalieri, interrotti a causa delle misure restrittive.
In un discorso televisivo, Duterte ha affermato che è fondamentale che tutti cooperino e seguano le misure di quarantena domestica, poiché le autorità cercano di rallentare la diffusione coronavirus e di evitare che il fragile sistema sanitario del paese venga sopraffatto.

Le Filippine hanno registrato 96 decessi e 2.311 casi confermati. Una situazione in netto peggioramento per la quale Duterte ha dato ordini alla polizia di uccidere in caso di ribellione alle restrizioni emanate.

Le affermazioni del presidente hanno suscitato grande indignazione tra la comunità medica che ritiene debba essere fermato. Anche da Amnesty International arriva la condanna per cui la dichiarazione del leader filippino è “profondamente allarmante”.