Coronavirus e la corsa ai test sierologici per trovare gli anticorpi

La corsa agli anticorpi che possano placare il rischio di nuovi focolai dopo il lockdown è cominciata. Ieri sono 4 i casi su 10 in Lombardia scoperti da un laboratorio privato.
Lo strumento di indagine sulla presenza di anticorpi nel sangue utile a far capire chi della popolazione abbia contratto il virus è diventato uno dei tema – trappola della “burocrazia epidemica”. Se si risulta positivi al test, il laboratorio che l’ha effettuato è tenuto a comunicarlo all’Asl di competenza obbligando immediatamente di stare in isolamento in attesa del tampone, unico esame in grado di stabilire con certezza se si è ancora infetti oppure no. Un tempo indefinito
quello che potrebbe scorrere da Regione a Regione per svolgere tutti i test. Risultato: il rischio di una quarantena in ferie e il fatto che il fatidico “patentino sanitario” per i negativi, richiesto da alcune località turistiche, potrebbe scadere già il giorno successivo in caso di infezione. È tanta l’incertezza di ripartire non sapendo cosa ci riserva il futuro con il Covid-19 ancora in agguato.

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