Coronavirus e calcio, ai tempi del colera accadde che qualcuno non si presentò…

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L’allarme colera scoppiò il 27 agosto del 1973. Il 16 settembre il Napoli avrebbe dovuto affrontare a Genova i grifoni, mentre il Verona sarebbe dovuto andare a Bari.

Pochi giorni prima arriva però il diniego della Regione Liguria “per evitare pericoli eventuali di diffusione del colera in questa regione”.

Sia Il Napoli di Ferlaino che il Genoa protestarono vibrantemente. Oltre al fatto che il Napoli non riuscisse a confrontarsi con nessuna squadra con conseguente danno alla preparazione, c’era il sensibile danno economico derivante dal mancato incasso (all’epoca unica fonte d’introito per i club). Preoccupazione condivisa dal Genoa che senza mezzi termini, per bocca del vice presidente Berrino, dichiara: “danno doppio, economico e tecnico. Mancherà l’incasso e non potremo sostituire l’incontro con amichevole adeguata”.
Questione di soldi, quindi. Ed ecco che il Genoa sfida tutti: se la Regione vieta l’incontro, andiamo noi a Napoli!

Un gesto apprezzabile, senza dubbio, che la Lega accettò volentieri. Gara spostata a Napoli, quindi. Ma la società ligure aveva fatto i conti senza l’oste. I giocatori del Genoa si rifiutarono di partire, insieme a quelli del Verona attesi in trasferta a Bari. Avevano paura del contagio. Nulla di assurdo, dato il clima di paura generatosi nel paese, per quanto non ci fossero dinieghi delle autorità preposte.

 

Un rifiuto “giusto”, scrisse il Corriere della Sera il 16 settembre, considerando che le autorità le quali avevano dato l’ok, si erano espresse in maniera diversa per altri match campani.

Ma che indignò non poco i calciatori del Napoli e del Bari che si espressero con due telegrammi all’avvocato Campana il quale auspicava solidarietà per i colleghi di Genoa e Verona.

Juliano per il Napoli scrisse: « A nome dei giocatori squadra del Napoli le esprimo il rammarico per la decisione inattesa assunta dalla squadra genoana. E’ difficile comprendere e condividere tale atteggiamento dopo le assicurazioni positive fatte dal loro massimo esponente». I giocatori del Bari furono ancora più espliciti etichettando i comportamenti del Verona come antisportivi, ingiustificati e lesivi.

Nel frattempo la Sampdoria, attesa a Catania per un match di Coppa Italia, studiava la possibilità di incontrare il Napoli in quei giorni per sdrammatizzare la situazione venutasi a creare.

Finì che Genoa e Verona non vennero a Napoli e Bari e persero a tavolino i rispettivi match di Coppa Italia. Oltre a 1 punto di penalizzazione nelle classifiche a gironi e la condanna al risarcimento nei confronti delle squadre avversarie per il mancato incasso.

E il Napoli troverà in quei giorni prima il Catania disposto ad affrontarlo in amichevole e poi il Bari. Genoa e Verona faranno poi ricorso Ma i reclami saranno respinti.

La pace sarà poi sancita il 21 ottobre del 1973 in un incontro amichevole a Marassi.

Oltre un mese dopo, a campionato già iniziato e paura passata.