Coronavirus – Dall’Europa all’Asia agli States, i numeri della pandemia

Secondo l’agenzia France Presse, l’Europa conta oltre 50mila decessi per il Coronavirus di cui l’85% sono stati registrati in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito. L’Europa appare quindi il continente più colpito dalla pandemia. 15.877 in Italia e 13.055 morti in Spagna,  sono senz’ombra di dubbio, al momento, i Paesi più colpiti al mondo.
La Francia conta 8.078 morti mentre il Regno Unito 4.934.

Dal conteggio realizzato dall’agenzia di stampa francese su dati ufficiali, oltre 70.000 sono i morti in tutto il mondo per Coronavirus.

La graduale ripresa del lavoro e della produzione a Wuhan, in Cina, sono “più rapide e migliori del previsto“, come ha affermato il vice sindaco esecutivo della città in una conferenza stampa.

In Spagna, nonostante il dato estremamente preoccupante, il numero delle vittime è stato  in calo per 4 giorni di fila con 637 decessi aggiornati a ieri 6 aprile 2020.

In Germania sono 110.123 i casi di contagio e 1584 le vittime. Secondo la John Hopkins University, 28.700 sono, inoltre, i pazienti ricoverati.

In Bulgaria è costante l’aumento dei casi positivi: a ieri 6 aprile, 541 il totale. Il numero delle vittime è salito a 21 la cui età media è di 65 anni mentre 30 sono i contagiati fra il personale medico. Negli ospedali del Paese sono ricoverati 210 malati, 22 dei quali sono in terapia intensiva.

In Svezia aumentano i decessi: più di cento persone contagiate sono morte nelle ultime 24 ore. Il Paese, poco più di 10,3 milioni di abitanti, aveva mantenuto un certo lassismo, per poi prendere qualche misura di contenimento. Ora i contagiati sono 7.693 e i morti 591, con una mortalità molto più alta di quella riscontrata negli altri Paesi scandinavi.

La Norvegia allenta la presa nella lotta al Coronavirus, eliminando alcune delle restrizioni che erano state imposte per ridurre i contagi. “Insieme, abbiamo riportato il virus sotto controllo, quindi possiamo riaprire le attività e la società un poco per volta“, ha detto la prima ministra Erna Solberg. L’eliminazione dei divieti sarà progressiva fino ad arrivare al 20 aprile, quando riapriranno scuole materne e parrucchieri, e al 27 aprile, quando riapriranno tutte le scuole. In Norvegia i morti in totale sono 69 e i contagi 5.866.

Negli Stati Uniti, secondo la Johns Hopkins University, più di 1.200 persone sono morte in 24 ore di Coronavirus. Si registra un totale di 337.072 casi di infezione e 9.633 decessi, secondo il database. L’idroclorochina, farmaco antimalaria, verrà sperimentato su 3mila pazienti contagiati all’Henry Ford Hospital di Detroit, in Michigan. Ad annunciarlo il vicepresidente americano Mike Pence mentre il presidente Trump annuncia che “nei prossimi giorni ci sarà il picco della pandemia negli Usa” e che negli States sono stati condotti oltre 1 milione e 600mila test per il Coronavirus, più di ogni altro Paese, ha affermato Trump che vede la “luce in fondo al tunnel” nonostante gli otre 335.000 casi e i 9.500 morti in Usa siano bilanci destinati paurosamente a salire nei prossimi giorni, come oramai la stessa amministrazione americana ammette. L’amministrazione Trump sta mettendo a punto nuove restrizioni sui viaggi che riguardano i passeggeri e gli equipaggi di navi da crociera che approdano negli Stati Uniti ai quali, secondo indiscrezioni giornalistiche, dovrebbe essere vietato imbarcarsi su voli commerciali che compiono tratte nazionali.

Il premier del Giappone Shinzo Abe ha proposto lo stato d’emergenza a seguito dell’espansione a ritmo sempre più allarmante del Coronavirus, in particolare a Tokyo. Il decreto sarà probabilmente effettivo da martedì e il provvedimento avrà efficacia fino al 6 maggio. I casi di contagi di coronavirus nella capitale hanno superato nel fine settimana pr la prima volta le 1.000 persone. In Giappone saranno triplicate le scorte del farmaco Avigan: lo anticipano fonti a conoscenza del dossier all’agenzia Kyodo, spiegando che il raggiungimento dei nuovi valori di stoccaggio consentirà il trattamento della cura di 2 milioni di persone entro il prossimo marzo.

In Iraq invece ci sono circa mille persone risultate positive al test e il numero dei decessi sale a 61, così come riferisce dal ministero della Sanità di Baghdad. Di questi 1.000, oltre ai 61 morti, ci sono 279 guariti.

Come riferisce la BBC, Singapore ha imposto una quarantena per 20.000 lavoratori stranieri mentre i casi di Coronavirus sono in aumento nel Paese. Sono stati isolati due dormitori: uno con 13.000 lavoratori e 63 casi di contagi e uno con 6.800 lavoratori e 28 casi positivi. Si tratta per la maggior parte di uomini dell’Asia meridionale impiegati nell’edilizia. Il numero di casi trasmessi localmente sta aumentando e da martedì saranno chiuse scuole e attività non essenziali e i cittadini saranno invitati a rimanere a casa.

246 il numero dei positivi al Coronavirus nei Territori Palestinesi, Gaza compresa. Lo ha riferito il portavoce del ministero della sanità dell’Autorità nazionale palestinese secondo cui i nuovi casi si riferiscono a due famiglie che vivono in villaggi non distanti da Gerusalemme. Dei casi totali, 40 sono sotto i 18 anni e 23 oltre i 60 anni. Per il resto l’età è compresa tra 18 e 59 anni. Ad oggi si conta dall’inizio dell’infezione una sola vittima.

In Israele si contano circa 8.649 secondo il ministero della Sanità.
In Pakistan il bilancio sale: 3.227 casi di cui 50 decessi, secondo quanto riportato dal governo. Almeno 17 pazienti sono in condizioni critiche, mentre 257 persone sono state guarite dal primo caso riportato nel Paese il 26 febbraio.

La Tunisia ha finora registrato 574 casi di Coronavirus e 22 decessi. Sabato scorso il parlamento ha delegato il premier Fakhfakh a governare per decreto legge durante un periodo massimo di due mesi proprio per far fronte alla pandemia.

La Turchia invece ha messo in quarantena altri 362 suoi cittadini rientrati dall’Arabia Saudita, dove si erano recati per il pellegrinaggio rituale islamico dell’Umra a La Mecca. Precedentemente le stesse misure preventive di quarantena erano state applicate a centinaia di altri pellegrini tornati dall’Umra. In Turchia si registrano oltre 27 mila casi e circa 574 vittime.