È quanto consente la circolare diffusa ieri dall’Abi, subito dopo la pubblicazione del decreto, per permettere agli istituti di credito di cominciare a lavorare subito.
«Abbiamo lavorato tutta questa notte al testo del decreto, pubblicato in gazzetta ufficiale, per poter inviare alle banche la circolare applicativa del decreto sulle misure per fornire liquidità alle imprese», ha commentato ieri il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Tutto questo, però, è bene saperlo, non significa che si parte. Resta la questione del via libera della direzione Concorrenza di Bruxelles, sia per tutte le nuove garanzie che potrà fornire Sace, sia per quelle garantire al 100 per cento che potrà fornire il fondo di garanzia per le Pmi (come dice espressamente l’articolo 13, comma 4). E poi c’è un altra questione procedurale. Se le banche si stanno attrezzando, anche mettendo in moto i 5 consorzi che gestiscono i sistemi operativi dei vari gruppi bancari italiani credito cooperativo incluso), ancora non è attivato il percorso per l’interlocuzione tra questi e la struttura informativa della Sace, nonostante da anni sia stata creata una piattaforma informativa per gestire le nuove operazioni (sinora garanzie per grandi finanziamenti corporate o sull’export) previste dal decreto Liquidità
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