L’Assessore alla Scuola, Diana Carosella, in una lettera a dirigenti scolastici e docenti, manifesta la sua solidarietà per quanto vivono in questo periodo.
Una riflessione per cercare tempi più distesi e un rapporto più solidale viste le difficoltà da superare nelle lezioni a distanza per tutti gli attori in campo. In questi giorni le lezioni avvengono attraverso le tante finestre che si aprono a realtà diverse in famiglie non sempre preparate a gestire la didattica a distanza. I docenti cercano di procedere nel programma o quanto meno cercare di avvicinarsi al raggiungimento degli obiettivi prefissati dai piani educativi, con senso di responsabilità e in continuità a quanto già svolto. Non sempre questo è possibile, è pur sempre una situazione cui adeguarsi e pertanto va presa nella giusta considerazione. Questa fase finale non pregiudica tutto quello che è stato fatto fino ad oggi. In momenti come questi, di tensione e poca serenità, serve stare accanto ai ragazzi e non preoccuparsi esclusivamente dei contenuti, anche se si cerca di mantenere un illusorio momento di normalità, come se nulla fosse cambiato, mentre ogni realtà è stata stravolta. La stessa lezione deve tener conto di orari, numero di computer e linea telefonica, della validità del wifi, di ambienti separati per poter seguire indisturbati e senza interferenze degli altri componenti. Se poi nella stessa famiglia ci sono più figli che frequentano tipi di scuole diverse, con più insegnanti che si alternano nell’arco della giornata, la situazione diventa insostenibile.
D’altra parte lo studio è un momento importante che non si può eludere. Gli stessi ragazzi stanno diventando consapevoli, attraverso le lezioni più snelle e concentrate, che ci si può impegnare anche in questa situazione con uno standard quanto più vicino a quello precedente. E chissà che questo esperimento, avvenuto per necessità, non diventi un modello da poter adottare anche in seguito. Come in ogni cosa ci vuole buon senso e ricordarsi dell’altro con le sue difficoltà e andargli incontro. Se questo atteggiamento viene assunto da tutti, si può cooperare in modo sinergico ed elastico. L’assessore ha affermato che questo è “un invito a prediligere il fine anziché il mezzo, a lasciare che i ragazzi possano gestire in tempi diversi le diverse richieste dei docenti ma giungere comunque al risultato”.

