Ci sono ancora tanti dubbi. Ma inizia la programmazione. Ieri la Lega Serie A è tornata ad affrontare argomenti congelati da quasi 40 giorni, come gli orari e la dislocazione delle partite. Bisogna delineare l’eventuale tour de force di 124 incontri in un mese e
mezzo, giocando senza sosta tra metà e fine settimana. I vertici di Lega devono attendere
il via libera di medici e governo. Intanto stanno studiando una ripresa modellata sugli
orari degli Europei rinviati al 2021.
I primi sei turni, fino a inizio estate, si giocherebbero su due giorni (sabato-domenica e martedì-mercoledì) con tre orari: 15, 18 e 21. Gli ultimi sei, con le temperature in
aumento, si allungherebbero su tre giorni (sfruttando anche venerdì o lunedì, e giovedì) riducendo le finestre a due: 18 e 21. Così resterebbero i sei slot tradizionali per la
gioia di pay-tv e telespettatori, unici destinatari dello spettacolo con gli stadi a porte
chiuse. Le possibili date della ripresa, in accordo con la Figc (ma anche in questo caso tutto dipende dall’esecutivo), sono 31 maggio per i recuperi Inter-Samp, Atalanta-Sassuolo,
Verona-Cagliari, Toro-Parma; 2-3 giugno per il 27° turno. In questo modo il campionato finirebbe il 12 luglio. Eurocoppe fino ad agosto. Poi toccherebbe alle coppe europee con l’allineamento ai quarti. Solo l’Atalanta è già tra le magnifiche otto di Champions. Juventus e Napoli devono affrontare il ritorno degli ottavi con Lione e Barcellona. Inter e Roma non hanno giocato nemmeno l’andata degli ottavi di Europa League con Getafe e Siviglia. La Uefa, disposta a sforare ad agosto inoltrato, prenderà in considerazione final 8 o 4 in gara secca e campo neutro solo di fronte a un’assoluta compressione dei tempi. Nyon preferirebbe seguire la formula con andata e ritorno perché non è facile far digerire la cancellazione di queste partitissime a chi ha acquistato i diritti.

