“Medici positivi al contagio ma regolarmente in servizio, fianco a fianco con altri colleghi, personale sanitario e pazienti». A denunciare quella che, se accertata, sarebbe una falla enorme del sistema di gestione del rischio e contenimento del contagio in Campania è il Sumai.
“La nostra segreteria – dicono il segretario regionale Buonincontri e il vice presidente nazionale Peperoni sta ricevendo da colleghi notizie estremamente preoccupanti.
Motivo per il quale abbiamo scritto alla Regione affinché verifichi. Siamo consapevoli che ciò non è contrario alla normativa vigente, ma riteniamo che una norma nata per le circostanze drammatiche in cui hanno operato ed operano tuttora i colleghi del Nord Italia non si concilia con l’attuale situazione della Campania, dove i medici sono ancora in numero sufficiente per fronteggiare l’avanzare della pandemia”.
I medici del Sumai chiedono a gran voce che i colleghi positivi al coronavirus non frequentino gli ospedali, così da non dare proprio loro un contributo a contagiare cittadini e colleghi finora indenni. “La carenza di personale sanitario che sta avvenendo in alcune
regioni del Nord, particolarmente in Lombardia, è stata conseguenza della
mancata messa in quarantena – dice Gabriele Peperoni – non dobbiamo
ripetere gli stessi errori. Stesso discorso anche per il personale sanitario che
lavora nei distretti dove c’è una completa mancanza di DPI e la sanificazione
delle strutture è sporadica

