Coronavirus all’attacco: non sottovalutiamolo!

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È giusto non cedere al facile allarmismo per l’epidemia in corso a Wuhan, città nella Cina centrale, ma è altrettanto doveroso mantenere alta l’attenzione sull’emergenza conclamata del Coronavirus che coinvolgerebbe quindici paesi nel mondo.

Gli epidemiologi dicono che il virus può essere identificato rapidamente e la mortalità non è altissima, la soglia del 3% è solo un’ipotesi al momento.

Le cifre reali del contagio mancano e non sono disponibili ancora vaccini, né medicine per curare il batterio che rimanda al periodo in cui i cittadini del pianeta erano alle prese con la Sars.

Il Corriere della Sera riferisce di soli due casi accertati in Italia che riguarderebbero dei turisti cinesi sbarcati all’aeroporto di Malpensa il 23 gennaio, e ricoverati all’ospedale Sparazzeni vicino alla capitale per essere tenuti sotto osservazione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di dichiarare lo stato di pericolosità globale, perché i cittadini cinesi come gli altri, si spostano inevitabilmente un po’ ovunque.

Nella città di Wuhan sono stati accertati cento casi di Coronavirus e nella capitale cinese, in tempi record, stanno costruendo un ospedale per accogliere circa mille persone.

Gli esperti parlano di contagio di seconda generazione intendendo che il virus ha potuto colpire anche persone che non risiedevano, al momento dello scoppio dell’epidemia, nella città focolaio e può continuare a procedere secondo questa modalità.

La diffusione sembrerebbe più elevata rispetto alla precedente Sars (una persona ne infetterebbe due, due persone quattro e così via), anche se la mortalità risulterebbe inferiore. In Cina si parla di circa 7000 contagiati.

L’obiettivo principale è quello di ottenere un vaccino efficace in tempi brevi affermano i virologi contattati, anche se per ottenerlo occorrono almeno tre mesi.

L’invito a tutti i paesi è quello di potenziare i controlli nei luoghi di accesso e bloccare gli eventuali sospetti.