Corbara: Raffaele Giordano e il giro del Mondo che non si ferma

“Mi sto spostando in giro per il mondo seguendo l’istinto e gli eventi. Aiutando le associazioni di volontariato che sto incontrando sul cammino, dalle scuole alle foreste, dalle fattorie agli orfanotrofi. Sono partito in solitaria, come già altre volte ho fatto, viaggio in autostop e a volte con trasporti pubblici locali, un modo in più per avere un reale contatto con i locali. Busso alle porte per chiedere ospitalità, raccolgo soldi suonando per strada, lavoro in cambio di vitto e alloggio. Sto distruggendo ogni paura e superando ogni limite che mi si presenta …quelli mentali per primo.”. L’obiettivo del corbarese Raffaele Giordano erano i 500 giorni in solitaria e almeno 45.000km da percorrere via terra. “Il sogno è partito dall’India dove ho piantato alberi in una foresta per circa un mese, l’ho attraversata via terra per entrare in Nepal macinando altri chilometri scalando il passo più alto del mondo, l’Annapurna con i suoi 5416 metri”. Anni 32, Raffaele è partito per il Giro del Mondo in 500 giorni e con 5mila euro di dotazione lo scorso 17 ottobre, dovrebbe tornare a marzo ma il viaggio potrebbe continuare. Anche perchè ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi. Lavorava in un’azienda di ingegneria clinica ospedaliera, ha mollato tutto per la grande avventura che prosegue tra difficoltà e gioia nel superarle. Viaggiando alla scoperta dei paesi, troverà il continente in sè stesso. Anne Carson diceva: L’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito. Torna diverso.