Coppa Davis, per l’Italia sogno possibile

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L’Italia arriva alla sua settimana di Coppa Davis con un vestito nuovo. Da possibile mina vagante, la squadra di Filippo Volandri si ritrova improvvisamente proiettata nel ruolo di quasi favorita, complice il forfait dell’uomo che più di tutti poteva spostare gli equilibri: Carlos Alcaraz. L’assenza del numero uno del mondo ha ribaltato la percezione del torneo e messo gli Azzurri sotto una luce diversa, più esigente ma anche più affascinante.

Volandri, nonostante le rinunce pesanti di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, ha tra le mani un gruppo solido, completo, con alternative vere. La scelta finale è ricaduta su Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego e Flavio Cobolli per i singolari, con la coppia Bolelli-Vavassori per il doppio. È un’Italia che può persino permettersi di lasciare fuori un giocatore come Luciano Darderi, oggi tra i primi trenta del mondo. Una situazione impensabile anche solo tre anni fa, ma che racconta la profondità del movimento.

Il primo bivio passa da Bologna, dove i quarti contro l’Austria apriranno ufficialmente il percorso. In campo, per l’Italia, ci saranno Berrettini e Cobolli: una combinazione inedita, la terza diversa in tre anni. L’ex finalista di Wimbledon ha dato segnali di condizione eccellente, accompagnati da un entusiasmo che ricorda i suoi momenti migliori. Cobolli, dal canto suo, è la logica seconda scelta, il giocatore con la classifica più alta tra i presenti e in costante crescita.

L’Austria è avversaria da rispettare, ma non da temere. Il pronostico sorride agli Azzurri, anche perché la Davis, in queste edizioni, ha mostrato un’Italia capace di trasformarsi. Solidità, coesione, presenza nei momenti decisivi: sono qualità che Volandri considera parte integrante del progetto, qualità che hanno portato i due titoli consecutivi.

E se i quarti dovessero andare come previsto, la semifinale porterebbe in faccia il Belgio, formazione coriacea ma non irresistibile. La vittoria dei belgi contro la Francia ha fatto rumore, ma il divario tecnico con l’Italia resta netto. Bergs e Collignon sono giocatori rispettabili, non certo avversari impossibili per un gruppo che punta al tris.

La vera incognita, semmai, riguarda ciò che succederà dall’altra parte del tabellone. La Spagna senza Alcaraz perde potenza e personalità, mentre la Germania di Zverev è forte ma non invincibile. La sensazione è che quest’anno la Davis sia più aperta che mai e che l’Italia abbia davvero il potenziale per arrivare fino in fondo. Una sensazione che cresce anche grazie al fattore casa, perché la spinta del pubblico di Bologna è un’arma che in Coppa vale quasi un break di vantaggio.

Restano da giocare i quarti, è vero, e la Davis ha l’abitudine di ribaltare ogni previsione. Ma la traiettoria è chiara: l’Italia ha una chance enorme. E il sogno di un terzo titolo consecutivo, che fino a pochi mesi fa sembrava un’azzardata dichiarazione d’intenti, oggi è qualcosa di molto più concreto. Qualcosa che somiglia terribilmente a una possibile realtà.