Conte dopo Roma-Napoli: “Momento da elmetto. Siamo uniti, possiamo superare ogni difficoltà”

0
76

La vittoria dell’Olimpico rilancia il Napoli in vetta alla Serie A e Antonio Conte si presenta davanti ai microfoni di DAZN con il tono di chi vede nel successo di Roma-Napoli un passaggio fondamentale della stagione, non solo dal punto di vista tecnico ma anche mentale.

Il tecnico azzurro analizza il momento della sua squadra partendo da un tema tornato d’attualità: la pausa concessa dal club dopo la sconfitta di Bologna, diventata oggetto di discussione nelle ultime settimane. Conte chiarisce subito e lo fa dopo un match importantissimo e combattuto come Roma-Napoli vinto 1-0 dagli azzurri: “In Inghilterra la pausa è una cosa normale. Al Chelsea non la chiedevo, ma era prevista di diritto. E credo che d’ora in avanti continuerò a farla, anche perché ho uno staff eccezionale. Prendersi una boccata d’ossigeno fa bene a me, alla mia famiglia, ma anche a chi resta a lavorare a Castel Volturno”.

“A Roma servivano coraggio e personalità. I ragazzi sono stati straordinari”

Conte entra poi nel cuore della partita, riconoscendo il grande valore dell’impresa contro una delle squadre più solide del campionato: “Venire a Roma e giocare con quella autorità non è mai semplice. Ho chiesto ai ragazzi di guardare l’avversario dritto negli occhi dal primo minuto, e lo hanno fatto”.

A preoccupare l’allenatore non è l’aspetto tattico, né la qualità del gioco, ma la lunga lista di assenze che continua a condizionare le rotazioni: “Viviamo un periodo complicatissimo dal punto di vista numerico. Le indisponibilità dureranno ancora a lungo. Non sono agitato, però spero che ai giocatori rimasti non accada nulla. Con tutte le defezioni, la squadra ha risposto alla grande”.

“Siamo tornati al vecchio sistema, era obbligatorio. Elmas e Vergara saranno fondamentali”

Il passaggio al 3-4-2-1, decisivo per svoltare contro Atalanta e Roma, è frutto più della necessità che della volontà: “Siamo tornati al sistema che avevo utilizzato appena arrivato, semplicemente perché non avevo alternative. Dietro Lobotka e McTominay abbiamo solo un jolly come Elmas e un giovane di talento come Vergara, che dovrà dare il suo contributo perché mi serve un’altra opzione”.

Conte sottolinea però come il gruppo, pur ridotto, stia rispondendo in modo esemplare: “I ragazzi stanno mostrando entusiasmo, cuore e determinazione. Queste tre cose non devono mancare mai, perché sono gli stessi ingredienti che ci hanno portato allo scudetto”.

“Il presidente? Parole che fanno piacere. Dobbiamo continuare così: è un momento da elmetto”

Il riferimento arriva poi alle parole di Aurelio De Laurentiis, che al termine del match ha definito Conte “un condottiero”. Il tecnico ringrazia, ma non si esalta: “Mi ha fatto davvero piacere. Per noi questo è un momento da elmetto: mantenere lo standard delle ultime gare è qualcosa di straordinario. Abbiamo tante difficoltà, ma dobbiamo restare uniti e andare avanti. Il messaggio lo abbiamo dato prima di tutto a noi stessi: se vogliamo, possiamo”.

“Fare l’allenatore? Non lo consiglierei a un amico, ma a un nemico sì”

Chiusura con una battuta amara, che però riflette la complessità del lavoro: alla domanda su come definirebbe il mestiere dell’allenatore, Conte risponde con la sua solita schiettezza: “Difficile trovare un aggettivo. Di sicuro non è un mestiere che consiglierei a un amico. A un nemico, sì: è il lavoro più sconsigliato del mondo”.