Il leader del M5S critica le intese firmate dal ministro Calderoli e accusa la coalizione di incoerenza mentre fa campagna elettorale nel Mezzogiorno. Bocciate anche le promesse su pensioni e condoni e il progetto del Ponte sullo Stretto.
Giuseppe Conte torna a puntare il dito contro il centrodestra e contro il ministro Roberto Calderoli dopo la firma delle nuove intese sull’autonomia differenziata. Da Avellino, dove ha partecipato a una manifestazione del centrosinistra a sostegno del candidato presidente Roberto Fico, il leader del Movimento 5 Stelle parla di un “atto politico subdolo”, portato avanti mentre la coalizione di governo è in piena campagna elettorale al Sud.
Conte denuncia l’incoerenza della maggioranza: secondo lui, mentre si cercano consensi nel Mezzogiorno, la Lega porta avanti un progetto già bocciato dalla Corte Costituzionale e che penalizzerebbe in modo significativo le regioni meridionali. “L’autonomia differenziata fa molto male soprattutto alla Campania: frammenta il Paese e lascia il Sud sempre più indietro”, afferma l’ex premier.
Nel suo intervento Conte critica anche le promesse del centrodestra su pensioni e condoni, definendole slogan già sentiti e mai realizzati. “In tutte le regioni dove si è votato, le risorse promesse non sono mai arrivate”, dichiara, denunciando la mancanza di fatti concreti.
Il presidente del M5S interviene poi sulla nuova bocciatura del Ponte sullo Stretto da parte della Corte dei Conti. Conte sottolinea come siano stati “immobilizzati 13 miliardi”, sottraendoli ai fondi di Coesione destinati a Calabria e Sicilia. La richiesta è chiara: utilizzare quelle risorse per infrastrutture realmente utili al territorio, come strade e linee ferroviarie moderne.
Sul fronte sociale, Conte ribadisce la centralità della giustizia sociale nel programma del Movimento. “Dobbiamo creare buona occupazione anche in Campania, ma chi resta indietro, anche solo temporaneamente, deve essere aiutato”, afferma, rilanciando la necessità di investimenti e sostegni mirati nei territori più fragili.

