Il caso Consip assomiglia ad una Babele. Anzi ad un’arca di Noe (rigidamente senza accento). Nuove accuse per il capitano del Noe Gian Paolo Scafarto. Nuovi elementi da chiarire e da esplorare, al punto tale da spingere la Procura di Roma a convocare di nuovo l’ufficiale del Noe che in questi anni ha condotto l’inchiesta sulla Consip e – due anni fa – quella della Cpl Concordia. È la terza volta che l’ex comandante della tenenza dei carabinieri di Scafato e viene convocato in Procura, in uno scenario investigativo che sembra essersi arricchito di particolari. La Procura di Roma avrebbe riscontrato delle discrasie o incongruenze tra la trascrizione di una intercettazione ambientale legata al caso Consip e il contenuto di un messaggio «whatsapp» del capitano. Il messaggio smentirebbe quanto trascritto e riversato agli atti dall’ufficiale, nell’informativa trasmessa a Roma quando la Procura di Napoli ha perso la titolarità a indagare sulla Consip. Una nuova tegola a carico dell’ufficiale che in questi giorni – difeso dal penalista Giovanni Annunziata – deve difendersi dall’accusa di falso.
