Confindustria, Boccia, ripartire dalle opere pubbliche

“Questa provincia è l’immagine di un Mezzogiorno che rifiuta di essere periferia d’Europa. Il Mezzogiorno deve essere centrale all’interno di Europa, Mediterraneo, Africa, ma perché questo accada occorre attivare cantieri, creare occupazione, collegare territori, includere persone”. Lo dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell’assemblea degli industriali a Salerno che festeggiano i cento anni dell’associazione. Il numero uno di viale dell’Astronomia rilancia la sua proposta infrastrutturale: “Abbiamo oltre 60 miliardi di risorse già stanziate per opere pubbliche: occorre valutare cantiere per cantiere, andare oltre lo sblocca cantieri, avendo una sensibilità sui tempi di realizzazione”. Ancora una volta il presidente di Confindustria indica la via maestra in quella operazione più volte definita “infrastrutturale-transnazionale tra Paesi europei da mille miliardi di euro, di cui cento in dotazione all’Italia, eventualmente finanziabili con Eurobond”. “Sarebbe la più grande manovra anticiclica per il Paese”. Sul Mezzogiorno dice che “l’attenzione del Governo non è mai troppa, fa piacere che ministri come Provenzano vengano a Salerno ma vorrei dare merito prima di tutto al lavoro degli associati di questa territoriale della quale mi onoro di essere socio”. Per Boccia “oltre che a dibattere sulla legge finanziaria, dove non abbiamo grandi risorse dato il debito pubblico italiano”, la sfida “è una grande operazione di dotazione infrastrutturale per il Paese”. Il presidente di Confindustria ha sottolineato anche che “occorre una operazione infrastrutturale transnazionale tra Paesi d’Europa in chiave europea da mille miliardi di euro, di cui 100 in dotazione all’Italia eventualmente finanziabili con eurobond. La somma di queste due grandi operazioni sarebbe circa 60 miliardi in dotazione già all’Italia, 100 che verrebbero dall’Europa, sarebbe la più grande manovra anticiclica che il Paese può fare e anche una risposta dell’Europa in chiave economica. Un’Europa che deve aprirsi e non può limitarsi alle sue paure e ansie. La politica serve per dare sogni e speranze ai cittadini d’Europa e d’Italia”.