Concorso esterno in associazione mafiosa: 9 anni a Nicola Cosentino

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Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso pochi minuti fa la sentenza del processo Eco4, che vedeva come unico imputato Nicola Cosentino. L’ex coordinatore regionale di Forza Italia ed ex sottosegretario all’Economia è stato condannato a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il processo, durato 5 anni e mezzo, era imperniato sull’accusa di rapporti consolidati con il clan dei Casalesi, dai quali Cosentino avrebbe ottenuto voti in diverse tornate elettorali. Secondo il teorema accusatorio, i contatti tra la famiglia Cosentino e il cartello di clan nella provincia di Caserta avevano avuto origine già attraverso il padre dell’ex sottosegretario. La denominazione del processo trae spunto dal nome della società dei rifiuti del casertano, appunto Eco4, ritenuta contigua al clan dei Casalesi.

Cosentino era accusato di essersi volutamente opposto alla costruzione di un inceneritore a Santa Maria la Fossa, per favorire un altro progetto; inoltre, l’ex sottosegretario era ritenuto unico “controllore” di assunzioni e incarichi all’interno della stessa Eco4.

Esaminate le testimonianze di 14 pentiti, oltre a decine di testi. Tra questi, il pentito Gaetano Vassallo – il “manager” dei rifiuti del clan dei Casalesi, legato al boss Francesco Bidognetti – ha raccontato di essersi recato a casa dello stesso Nicola Cosentino per chiedere un ruolo in una società controllata dalla Eco4 e di aver ricevuto in risposta un netto rifiuto da Cosentino. Questi – sempre secondo i racconti del pentito Vassallo – avrebbe motivato il suo rifiuto con uno “spostamento” degli interessi economici dei clan verso Santa Maria la Fossa, zona sotto il controllo della famiglia Schiavone, con conseguente esclusione dagli affari di personaggi legati ai Bidognetti.

Il pm Alessandro Milita, in rappresentanza della Direzione Distrettuale Antimafia, aveva chiesto per Cosentino una condanna a 16 anni di carcere. L’ex sottosegretario era detenuto dal 2 giugno scorso agli arresti domiciliari; in precedenza, aveva trascorso circa 2 anni in carcere dopo essersi costituito, presso la casa circondariale di Secondigliano, il 5 agosto del 2014. Il Tribunale aveva richiesto il suo arresto il 7 novembre del 2009, ma la Camera aveva più volte respinto la richiesta.