L’indagine di Guardia di Finanza e Corte dei conti fa emergere mancati versamenti nei porti campani. A Castellammare di Stabia una situazione diffusa che ora porta al recupero delle imposte regionali
Ammonta a oltre 3 milioni di euro il totale delle imposte regionali recuperate in Campania sulle concessioni demaniali marittime grazie a una vasta indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli, sotto il coordinamento della Procura regionale della Corte dei conti. L’operazione ha coinvolto i principali scali della regione, ma tra i territori interessati spicca in modo particolare Castellammare di Stabia, dove il fenomeno dei mancati versamenti è risultato esteso e sistematico.
L’attività investigativa, portata avanti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, si è concentrata sulla regolarità delle concessioni rilasciate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia. In tutti e tre i casi è emerso un dato rilevante: l’addizionale regionale ai canoni demaniali marittimi non veniva versata dagli operatori economici titolari delle concessioni.
A Castellammare di Stabia la situazione ha assunto un peso specifico significativo. Il porto stabiese, strategico per l’economia locale e per le attività legate alla cantieristica e ai servizi marittimi, rientra pienamente tra le aree in cui l’imposta regionale non veniva corrisposta, nonostante fosse dovuta. Una circostanza che, per anni, ha sottratto risorse importanti alle casse della Regione Campania e che ora viene sanata attraverso le azioni di recupero avviate dall’Autorità portuale.
Sulla base delle risultanze investigative, l’Autorità di Sistema Portuale ha inviato complessivamente 422 avvisi di messa in mora ai concessionari inadempienti. Grazie a questi provvedimenti sono già confluiti nelle casse regionali 3 milioni e 132mila euro, una cifra destinata a incidere anche sulle politiche pubbliche e sugli investimenti nei territori costieri, compreso quello stabiese.
L’imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime, con un’aliquota compresa tra il 10% e il 25% del canone, è prevista da una normativa risalente agli anni Settanta ed è stata recepita dalla Regione Campania nel 1972. Per lungo tempo, però, si era ritenuto – erroneamente – che tale imposta non si applicasse alle concessioni rilasciate dalle Autorità di Sistema Portuale, a differenza di quelle gestite dai Comuni. Un’interpretazione superata anche alla luce della più recente giurisprudenza, che ha chiarito l’obbligo contributivo.
Il caso di Castellammare di Stabia diventa così emblematico di una gestione che ora cambia rotta. Il recupero delle imposte non rappresenta solo un’operazione contabile, ma segna un passaggio decisivo verso una maggiore equità fiscale e una gestione più trasparente delle concessioni demaniali marittime, con effetti diretti sul territorio e sulle risorse disponibili per la collettività.

