Commissioni consiliari Campania, Manfredi accelera

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La macchina politica della Regione Campania riparte da un atto che pesa più di mille annunci. Massimiliano Manfredi ha firmato i decreti per la costituzione delle otto commissioni consiliari permanenti e ha imposto un calendario serrato che punta a trasformare l’attesa in operatività immediata. In poche ore si chiude una fase di stallo e se ne apre un’altra fatta di lavoro, votazioni, responsabilità e controllo. L’obiettivo è chiaro: rendere il Consiglio pienamente funzionante e restituire ritmo istituzionale a una legislatura che deve dimostrare subito di saper correre.

Commissioni consiliari Campania, firmati i decreti e scatta il conto alla rovescia

Con un post che suona come un messaggio politico preciso, il presidente del Consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi ha annunciato la firma dei decreti per la costituzione delle otto commissioni consiliari permanenti.

Manfredi non nasconde che si poteva fare prima, ma chiarisce la linea: accorciare al massimo i tempi e comprimere ogni passaggio. Per questo ha previsto un calendario di convocazione molto serrato. Nella giornata di giovedì, dalle 10 alle 19, saranno insediate tutte le otto commissioni ed eletti gli Uffici di presidenza.

Il messaggio è diretto: la fase dell’attesa è finita, ora inizia quella delle decisioni.

Commissioni consiliari Campania, la sfida della collaborazione istituzionale

Nel suo intervento Manfredi mette al centro il clima politico. L’auspicio è che l’elezione dei componenti degli Uffici di presidenza avvenga per acclamazione, così da rafforzare un metodo che punta più sul confronto che sulla contrapposizione.

Il presidente parla di collaborazione istituzionale tra maggioranza e minoranza come tratto distintivo di questo avvio di legislatura. Non una formula di stile, ma una scelta che incide sulla velocità con cui i provvedimenti possono diventare realtà.

In un Consiglio regionale dove ogni passaggio rischia di trasformarsi in campo di battaglia, l’idea di eleggere per acclamazione diventa un segnale politico: meno attrito, più efficienza.

Commissioni consiliari Campania, i primi atti già assegnati

Manfredi non si è limitato alla costituzione formale. Per consentire ai futuri presidenti di iniziare a lavorare subito, ha già assegnato alle commissioni competenti i primi provvedimenti approvati dalla Giunta regionale.

Tra questi figurano due dossier pesanti: il rendiconto finanziario e il disegno di legge sul salario minimo. Non si parte da temi marginali, ma dal cuore della politica regionale: i conti pubblici e le tutele economiche.

Questo passaggio anticipato trasforma le commissioni consiliari della Campania da struttura amministrativa a cabina operativa immediata. Appena eletti, i presidenti troveranno già i fascicoli sul tavolo.

Commissioni consiliari Campania e controllo della minoranza

Dopo l’insediamento delle otto commissioni permanenti, il percorso non si ferma. Manfredi annuncia che, di concerto con la Conferenza dei capigruppo, verrà individuata la data del prossimo Consiglio regionale.

In quell’occasione sarà messa all’ordine del giorno anche l’istituzione delle quattro commissioni speciali. Sono quelle che garantiscono l’iniziativa di controllo e di proposta da parte della minoranza.

Anche su questo fronte il presidente promette rapidità. L’obiettivo è evitare che il controllo politico resti sulla carta e trasformarlo in funzione reale, capace di incidere sulle scelte della maggioranza.

Il messaggio è chiaro: governare non significa solo decidere, ma anche accettare di essere controllati.

Commissioni consiliari Campania, la macchina del Consiglio torna a girare

Nel passaggio finale Manfredi ringrazia i colleghi e gli uffici della presidenza per la collaborazione, ma soprattutto fissa un punto politico preciso: con questi tasselli la macchina del Consiglio sarà pienamente operativa.

Non è una formula retorica. Senza commissioni non c’è esame degli atti, non c’è approfondimento, non c’è filtro politico. Le commissioni consiliari della Campania sono il luogo dove le leggi prendono forma prima di arrivare in aula.

Rimetterle in moto significa restituire al Consiglio la sua funzione reale, non solo simbolica.

Commissioni consiliari Campania, tra velocità e responsabilità

La scelta di comprimere i tempi racconta una strategia precisa. In un momento storico in cui i cittadini chiedono risposte rapide, la politica regionale non può permettersi settimane di attesa procedurale.

Manfredi costruisce un’accelerazione che non riguarda solo il calendario, ma anche la percezione dell’istituzione. Far partire le commissioni in un’unica giornata, dalle 10 alle 19, significa lanciare un messaggio interno ed esterno: il Consiglio non è fermo, è in movimento.

E quando si muove, deve farlo su dossier concreti: conti pubblici, salario minimo, controllo amministrativo, iniziativa legislativa.

Commissioni consiliari Campania, la risposta alle esigenze dei cittadini

Il punto di arrivo del discorso di Manfredi è politico e sociale insieme. Con la piena operatività del Consiglio, dice, si potrà finalmente lavorare a pieno ritmo per rispondere alle esigenze e ai bisogni che arrivano dai cittadini campani.

Dietro la formula c’è una verità semplice: senza strutture funzionanti, la politica resta promessa. Con commissioni attive, invece, diventa processo.

Le commissioni consiliari della Campania non sono solo un passaggio burocratico. Sono il luogo dove si misura la distanza tra slogan e decisioni.

E con la firma dei decreti e il calendario serrato imposto da Manfredi, quella distanza, almeno nelle intenzioni, viene ridotta drasticamente.

Ora la sfida non è più partire. È dimostrare di saper andare davvero lontano.