Era il 4 maggio 1949, un mercoledì, l‘Italia intera attonita ed addolorata, assisteva alla cronaca della strage di Superga.
Mai potremmo provare a immaginare quanto avviene a quell’ora, un drammatico incidente aereo, che portò alla morte di 31 persone. Purtroppo lo schianto contro la parte posteriore della Basilica di Superga.
A bordo dell’aereo, viaggiava la squadra di calcio del Torino, nota come il Grande Torino. Una formazione di campioni, che aveva portato alla vittoria di 5 scudetti consecutivi.
La maggior parte di questi atleti, giocavano anche nella nazionale italiana, godevano così dell’amore e della stima dell‘Italia intera. La squadra era di ritorno dalla capitale portoghese, Lisbona, dopo aver disputato una partita amichevole, per beneficenza.
Oltre all’intera formazione del Grande Torino, morirono nella tragedia anche i dirigenti della squadra con gli accompagnatori, l’equipaggio dell’aereo e 3 noti giornalisti sportivi italiani, che viaggiavano con loro, Renato Casalbore, fondatore di Tuttosport, Renato Tosatti che scrive per la Gazzetta del Popolo e Luigi Cavallero de La Stampa.
Quella squadra, che mieteva successi in Italia e in Europa, era infatti la depositaria delle aspettative di rinascita di un intero popolo, che esorcizzava, nelle vittorie del Grande Torino, le tragedie di una guerra perduta conclusasi da pochi anni, quel Torino era quindi un simbolo per una nazione intera, indipendentemente dalla propria fede calcistica.
Il Torino fu proclamato vincitore del campionato a tavolino, e tutte le squadre in gara, compresa quella granata, schierarono le formazioni giovanili nelle restanti quattro partite.
Lo sgomento per quella tragedia, in cui persero la vita i dieci undicesimi della nazionale italiana, fu così grande che la massima selezione si recò ai mondiali in Brasile del 1950 in nave.
Ai funerali, tenutisi il 6 maggio successivo, partecipa un’intera città: mezzo milione di persone sono in strada per dare l’ultimo saluto non solo a una squadra, ma a un simbolo.
Nell’incidente persero la vita: i giocatori – Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert e gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Levesley, il massaggiatore Ottavio Cortina con i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Andrea Bonaiuti ed Ippolito Civalleri.
“Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta”4 maggio 1949 – 4 maggio 2021.


