Non sembra arrestarsi l’ondata di incendi che sta colpendo Salerno e il territorio di tutta la provincia. La maggior parte dei roghi, purtroppo, è di natura dolosa e non effetto delle temperature seppure roventi degli ultimi giorni.
I danni ambientali, paesaggistici e alla biodiversità causati da tali follie dureranno per anni, senza contare che con l’arrivo delle prime piogge torrenziali, il pericolo di valanghe e caduta massi nelle zone interessate dalle fiamme sarà maggiore, mettendo a serio rischio la vita dei residenti nelle zone limitrofe e la corretta viabilità.
“Dalla stampa di oggi apprendiamo – afferma l’Avv. Marchetti, vice segretario nazionale del Codacons – che è stata arrestata una persona deferita per il reato di incendio boschivo e, laddove dovessero essere accertate le responsabilità, chiederemo alla Procura di procedere per una richiesta di rinvio a giudizio per disastro ambientale”.
“Chi decide di incendiare una vasta area boschiva e compromette irrimediabilmente per anni ed anni la flora e la fauna di quel luogo è giusto – conclude l’Avv. Marchetti – che venga condannato al massimo della pena prevista per disastro ambientale, e chiederemo a tutte le Procure di procedere in tal senso, per il reato di disastro ambientale, per cui esistono in Campania già dei precedenti”.
ULTIMA ORA
Il Codacons interviene e chiede alle autorità una condanna esemplare per il piromane che ha dato vita al vasto incendio nel Salernitano, capace di arrecare rischi gravissimi alla sicurezza e alla salute dei residenti. Inoltre, ha avviato un’iniziativa in favore dei cittadini coinvolti nei roghi che hanno interessato la zona: i cittadini – attraverso il modulo pubblicato all’indirizzo https://codacons.it/emergenza-incendi-partecipa-allazione-risarcitoria/ – possono ora chiedere fino a 10mila euro ciascuno a titolo di indennizzo.
L’Associazione torna a chiedere conto, inoltre, di quanto fatto dagli enti locali per impedire che roghi di tale estensione si verificassero.
La Legge-quadro in materia di incendi boschivi n. 353 del 2000 obbliga infatti gli enti locali a istituire, dopo l’approvazione di un apposito piano regionale, il catasto dei terreni volto ad individuare “i soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo forestale dello Stato.
Il catasto è aggiornato annualmente. L’elenco dei predetti soprassuoli deve essere esposto per trenta giorni all’albo pretorio comunale, per eventuali osservazioni. Decorso tale termine, i comuni valutano le osservazioni presentate ed approvano, entro i successivi sessanta giorni, gli elenchi definitivi e le relative perimetrazioni” – spiega il Codacons.
Vogliamo sapere se la Regione Campania abbia adempiuto agli obblighi previsti dalla legge e quanti procedimenti abbia avviato sul fronte dei fondi incolti per obbligare i proprietari a provvedere alla pulizia dei terreni e prevenire incendi.
Se emergeranno omissioni e negligenze, il presidente della Regione Campania sarà denunciato per omissione di atti d’ufficio, concorso in disastro colposo e concussione, e chiederemo il sequestro dei beni personali onde risarcire la collettività danneggiata e l’ambiente compromesso.

