Cisl Fp Salerno – Antonacchio: “Riprendono le attività ma facciamo sul serio”

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Con la ripresa delle attività di elezione, della specialistica ambulatoriale e della libera professione intramuraria corre l’obbligo rappresentare al Presidente della Regione Campania, ai Consiglieri Regionali e alla politica locale, ovvero ai Sindaci e consiglieri tutti, che la circolare emessa dall’ Unità di Crisi Regionale, di concerto con i dirigenti della Tutela della Salute e del Coordinamento SSR, potrebbe presentare delle criticità aggiuntive allo già stato d’arte di estrema delicatezza. I focolai attivi presenti nei reparti e nei vari presidi ospedalieri campani e del salernitano, soprattutto concentratisi nell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno, il personale sanitario messo in quarantena per motivi di contagio da Covid-19, la precarietà nel prorogare per soli 6 mesi i contratti in scadenza per il personale assunto a tempo determinato, la fuoriuscita irreversibile di giovani professionisti  verso altri servizi sanitari, ha reso il Servizio Sanitario Regionale vulnerabile a tal punto da metterla in ginocchio.

DISPOSIZIONE REGIONALE RIPRESA ATTIVITA’ Prot_UC_2960_2020 (1)

Abbiamo più volte chiesto assunzioni massicce e prorogabili per  tempi più lunghi, ovvero entro il limite massimo di 36 mesi, come è sancito dalle norme e come in tutta Italia si sta facendo e incrementando l’attivazione di forme eccezionali di reclutamento così da comportare una attività programmatoria sanitaria ad ampio respiro, gestendola nello specifico con personale più esperto ma soprattutto potendo garantire in sicurezza le attività, anche in previsione di poter recuperare il gap determinatosi per le attività sospese che ha visto lievitare gravemente i tempi di attesa e quindi le possibilità di cure e di assistenza. Ebbene, seppur il leggero calo della curva epidemiologia non sottende ad un calo delle attività ospedaliere nel fronteggiare il Covid-19  e il circostanziale aumento dei casi positivi tra gli operatori per mancanza di sicurezza dovuto a percorsi pulito/sporco e zone grigie non ben individuate stiano scompensando le attività d’urgenza, con l’apertura delle attività programmatorie, senza un piano di ulteriore reclutamento e come da circolare emessa, comporterà il definitivo K.O. del sistema indicativamente e senza senza precedenti, soprattutto per le Aziende di rilievo nazionale ad alta specializzazione. Siamo stati i primi a denunciare che il blocco delle attività ha limitato di molto i fabbisogni assistenziali con compromissione dei LEA, ma è anche vero che se non si interviene a differenziare concretamente le strutture ospedaliere, il rischio di aumentare il diffondersi dell’epidemia in atto è concreto e palpabile. A più riprese abbiamo sottolineato la necessità di individuare  presidi DEA di II° livello, che garantiscono urgenze/emergenze ad Alta Specializzazione, suddivisi per territori, non dovevano essere considerati ambienti Covid ma presidi Covid-free,  così da non congestionare le già lunghe liste di attesa a tutela dei fabbisogni assistenziali e a garanzia dei LEA, convertire gli altri presidi Covid per contrastare l’ondata pandemica, individuare Covid Resort per tutti  i casi non trattabili a domicilio e potenziare il territorio per l’assistenza domiciliare. Molto si è fatto e tentare di farlo ma per ora non è bastato poiché ci si dimentica che il fattore umano è l’elemento essenziale per garantire assistenza di qualità. Le difficoltà di reclutamento stanno dimostrando la totale sfiducia di tutti professionisti sanitari nel sistema e se si continua a proporre contratti mensili e con politiche di reclutamento parziali e a tratti farraginose ed inconcludenti, allora possiamo solo prendere atto che si continua ad avanzare a passo di gambero.