«Netto dei sondaggi, che ci danno più vicini al centrosinistra, io credo in quello che vedo e sento: tra i cittadini c’è voglia di cambiamento e di fare bene». Così Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania e viceministro degli Esteri, parlando con i giornalisti a Napoli a margine di un’iniziativa elettorale di Forza Italia, alla presenza anche del vicepremier Antonio Tajani.
«C’è voglia di puntare su competenza e professionalità – sottolinea Cirielli –. Questi dieci anni hanno stancato. Vedo una situazione positiva per il nostro raggruppamento e per la Campania». Secondo il candidato, molti elettori moderati del centrosinistra starebbero cambiando orientamento: «I campani vogliono concretezza su sanità e sicurezza. Siamo al lavoro per far andare le cose nel verso giusto».
Sulle dinamiche interne alla coalizione, Cirielli glissa: «Non mi interessa chi arriva primo come partito. Io ho il mio partito, ma ora sono per la coalizione. L’importante è la vittoria complessiva».
Il viceministro rivendica di aver ridotto di molto il distacco dal centrosinistra: «In sette giorni abbiamo fatto qualcosa di incredibile: dai venti punti iniziali ne restano solo pochi. La scelta di parlare di ciò che non va e di come cambiarlo sta dando i suoi frutti. Di solito non credo ai sondaggi, ma a ciò che raccolgo tra la gente: c’è un’altissima percentuale di voto disgiunto in arrivo».
Cirielli parla anche di possibili adesioni esterne: «Conta la qualità delle persone, non da dove vengono ma dove vogliono andare. Chi intende condividere il progetto è il benvenuto». Apertura, dunque, anche al sindaco di Benevento Clemente Mastella: «È un bravo amministratore, ha consenso sui territori: in democrazia conta».
Molto critico, invece, sulle candidature proposte dal fronte progressista: «La candidatura di Souzan Fatayer è allarmante. Ha espresso parole di odio verso gli ebrei e Israele e simpatie per un’organizzazione terroristica responsabile del 7 ottobre. Si assumono una responsabilità enorme».
Infine, Cirielli attacca duramente la gestione ambientale degli ultimi anni:
«Le ecoballe restano una ferita aperta. Il centrosinistra nel 2016 promise di smaltirle in 36 mesi, invece l’80% — circa 4 milioni e mezzo di tonnellate — è ancora lì, con danni ambientali e oltre 300 milioni di euro di sanzioni UE a carico dello Stato. Noi velocizzeremo lo smaltimento e sosterremo con forza la bonifica della Terra dei Fuochi».
Il candidato conclude con un impegno:
«Razionalizzeremo il ciclo dei rifiuti, spingendo su raccolta differenziata e riciclo, completando l’impiantistica per l’umido per dire basta all’esportazione dei rifiuti all’estero. Vogliamo territori più sani, tutela della salute e tariffe più basse per i cittadini».

