Sono passati 45 anni ma gli effetti sul pubblico sono sempre gli stessi: la paura non passa. Il 20 giugno 1975 usciva nelle sale statunitensi la pellicola che consacrò al successo Steven Spielberg: lo Squalo. Il film, basato sull’omonimo romanzo di Peter Benchley , ottenne il maggior incasso della storia dell’epoca fino all’uscita di Guerre Stellari nel 1977.
La trama è semplice ma il lungometraggio è diventato un cult movie tanto da essere considerato il padre dei blockbuster statunitensi. Per le parti, Spielberg scelse attori poco noti dato che il vero protagonista del film doveva essere lo squalo stesso.
Le riprese ebbero inizio nel maggio 1974 nell’isola di Martha’s Vineyard (famosa anche perché era la residenza estiva dei Kennedy) in Massachusetts. Esse dovevano durare 55 giorni invece si lavorò per ben 159 giorni e il regista temeva fortemente in un flop. Tre squali meccanici vennero costruiti per la produzione: un modello intero per le riprese subacquee e quelle in cui l’animale si muoveva a fior d’acqua e due apposta per girare a destra o sinistra, con un lato completamente cavo in modo da far alloggiare al suo interno i meccanismi idraulici.
Venne anche utilizzata una pinna dorsale da far scorrere a pelo d’acqua. La loro costruzione venne supervisionata dal designer di produzione Joe Alves e dall’artista degli effetti speciali Bob Mattey. Lo stesso Spielberg si è espresso sulla colonna sonora: secondo il genio della regia, senza le musiche di John Williams il film non avrebbe avuto lo stesso successo che lo ha portato ad avere svariati tentativi di imitazione e tre sequel a cui Spielberg si è sempre rifiutato di partecipare.
Il 19 dicembre 1975 la pellicola arrivò in Italia e da allora il terrore non abbandonò più i
bagnanti di ogni età che guardando le placide acque del mare, seppur lontani dall’Oceano, si proiettavano già in una scena de Lo Squalo tra immaginazione e realtà.
Giuseppina Rita De Stefano

