Cimitero, fiori marciti e troppo caldo: parte la lettera a Bottone

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PAGANI – Fiori “freschi”, calura estiva, acqua marcescente, lapidi: il cocktail diventa esplosivo e parte la lettera di protesta al primo cittadino.

Con l’arrivo del caldo torna al cimitero di Pagani la regola di non mettere fiori freschi davanti alle lapidi dei propri defunti. La regola scaturisce dal fatto che le alte temperature e il sole cocente tendono a far marcire più rapidamente ogni tipo di fiore, che dopo poco emana cattivi odori. In pratica, nel cimitero la puzza diventa insopportabile specialmente nelle ore più calde della giornata.

Nonostante viga il divieto, però, in molti continuano a portare fiori freschi. Specialmente nel palazzotto. Lì, dove le tombe sono tantissime, i problemi legati ai cattivi odori sono ingigantiti, e vanno ad esasperare una situazione già difficile da gestire come quella della pulizia.

E nel caos e fuggi fuggi generale con la mano attorno a naso e bocca per evitare il respiro, anche domenica mattina i problemi ci sono stati. E un cittadino, Gaetano Falcone, disgustato, ha scritto al sindaco Salvatore Bottone attraverso il social network Facebook.

“Spettabile sindaco Salvatore Bottone – si legge nel testo – sto appena uscendo dal palazzotto che si trova in fondo al nostro cimitero. Premetto di essere stato convinto che all’interno del suddetto palazzotto fossero vietati i fiori freschi, ma da quello che ho visto mi sarò sbagliato. Di fiori freschi ce n’è in abbondanza, così come abbondanti sono anche quelli marciti dentro e soprattutto fuori ai bidoncini che si trovano nel seminterrato. La puzza nauseabonda – continua il cittadino – a momenti ti fa mancare il respiro. Mi dicono che sono tre giorni che il posto non viene pulito; la esorto quindi a provvedere alla bisogna se non foss’altro per quelle povere pie donne che sentono il bisogno di passare anche qualche ora vicino al caro estinto. La ringrazio anticipatamente per l’attenzione e le auguro una profumata domenica”