Cicogna addio, in Italia non si nasce più

2019 anno dei record negativi. Non solo si è registrato il minor numero di nascite di sempre (appena 435 mila), ma è avvenuto anche il ricambio naturale più basso degli ultimi 102 anni. In un Paese da 60,3 milioni di abitanti (di cui 5,4 milioni stranieri) dove continua inesorabile il calo della popolazione: -116 mila persone in un anno. I dati dell’Istat mostrano un’Italia con un evidente problema di denatalità, L’annuale rapporto dell’Istituto di statistica mostra un Paese dove fare figli è sempre più difficile. L’età media delle madri si attesta sui 32,1 anni, con i tassi di fecondità che «continuano a mostrare un sostanziale declino nelle età giovanili (fino a circa 30 anni) e un progressivo rialzo in quelle più anziane (dopo i 30)». Secondo i dati dell’Istat, fanno più figli le donne ultraquarantenni di quanti ne facciano le giovani sotto i 20 anni. Un dato, quello della detanalità, che sarebbe ancora più marcato se non ci fosse il contributo alle nascite da parte delle donne immigrate. Circa un quinto di bimbi nati nel 2019, infatti, ha madre straniera. Tra queste nascite, pari a un totale di 85 mila, 63 mila sono quelle prodotte con partner straniero (che quindi incrementano il numero di nati in Italia con cittadinanza estera), 22mila quelle con partner italiano. Un dato positivo, invece, arriva dalla speranza di vita che sale di un mese attestandosi a 85,3 anni per le donne e a 81 per gli uomini. Si segnala, inoltre, un ulteriore rialzo dell’età media: 45,7 anni al primo gennaio 2020.