Ciclocross, scoperto motorino nella bici: fermata atleta ai mondiali under 23

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Se fino a qualche tempo fa era una sensazione e una voce che circolava all’interno del circuito, quella dei motorini applicati alla bici dei professionisti da ieri si è trasformato in un dato concreto. Ai mondiali di cross tenutisi nella cittadina belga di Zolder la ciclista Femke Van Den Driessche, in gara nella prova femminile dedicata agli under 23, è stata pizzicata dagli ispettori con un motorino nella bici ad un giro dal termine.

La scoperta – scrive il Corriere della Sera –  è avvenuta attraverso una telecamera collegata ad un tablet, che ha scovato la differenza di temperatura tra le parti metalliche del mezzo e il motore applicato su di esso. Sul caso è intervenuta la Federazione Ciclistica Internazionale, che qualche ora dopo ha specificato l’irregolarità rivelata ai campionati di cross. In passato erano stati effettuati controlli a sorpresa per cercare di arginare quello che di fatto è una nuova tipologia di doping. L’organizzazione si era attivata soprattutto in vista di gare di rilievo come il Giro d’Italia e il Tour de France. Nel 2014 era stato montato il caso-Ryder Hesjedal dopo una caduta del corridore (allora alla Garmin) nella settima tappa: la bici del vincitore del Giro 2012, finita lungo la strada, non arrestava la sua corsa dando l’impressione di essere alimentata da un motore.

La Van Den Driessche con ogni probabilità sarà squalificata dall’UCI, mentre i vertici del marchio di biciclette utilizzato dalla ciclista a Zolder – la Wilier –  hanno già annunciato azioni legali per tutelare la storia dell’azienda italiana.