di Giorgia Valentini
Il caso della scuola Chivoli racconta l’Italia dei cantieri infiniti: amianto, carte, autorizzazioni e un’altra variante da 50mila euro. Ma il Comune non molla e rilancia: la scuola si farà.C’è voluto un romanzo di venti pagine di burocrazia, sigle e commi per dire una cosa semplice: la scuola “Chivoli” di via Urbulana si farà, ma con qualche inciampo in più; con la determina dirigenziale della scorsa settimana, al Comune di Nocera Inferiore si sancisce l’ennesima variante al progetto di demolizione e ricostruzione dell’edificio scolastico, finanziato dal Pnrr – Missione 2, Componente 3, Investimento 1.1.L’aggiunta? 52.491,55 euro, Iva compresa; insomma roba da poco, direbbe qualcuno, ma basta per riaccendere l’antico sospetto che in Italia ogni mattone richieda un faldone di carte e dietro quei numeri c’è che durante le prime fasi di cantiere, i tecnici hanno scoperto amianto negli ambienti interni, un seminterrato colmo di rifiuti, e murature pericolanti da brividi; di conseguenza lavori sospesi, nuova perizia, e via alla modifica contrattuale.
Tutto “ai sensi dell’articolo 106, comma 1, lettera c) del Codice degli Appalti”, come recita il documento. Traduzione: si ricomincia da capo, ma stavolta con casco e maschera.La ditta incaricata, Tmc Costruzioni Immobiliari Italiane S.r.l. aveva già vinto con un ribasso d’asta del 25,956% un numero che fa girare la testa più delle impalcature, e che fa domandare come si possa costruire bene risparmiando così tanto, ma i lavori proseguono, e il Comune, tramite Invitalia, cerca di tenere il timone saldo tra varianti, prescrizioni archeologiche e scadenze del Pnrr.
Perché sì, anche qui bisogna fare i conti con la Soprintendenza, che ha imposto la sorveglianza archeologica continua. In Campania, ogni volta che scavi per un plinto, rischi di trovare un anfiteatro e ogni anfiteatro, si sa, vale un mese di ritardo, ma anche storia, architetture e valore.La scuola “Chivoli” non è solo un cantiere, è un simbolo, ma anche una polemica e rappresenta la lotta quotidiana tra l’efficienza promessa e la lentezza istituzionale, la “Chivoli” è l’immagine di un Paese che costruisce scuole a colpi di pareri e protocolli, ma che testardamente continua a crederci. Eallora sì, serve dire le cose come stanno: in Italia, per demolire una scuola ci vuole più pazienza che per formare un governo, ma se il risultato sarà una struttura sicura, moderna ed ecosostenibile, allora forse questa volta ne sarà valsa la pena.

