Chiesta la condanna di Vincenzo Schiavone per il caso Francesca Oliva. Uno dei capitoli più oscuri della sanità campana è legato alla morte di Francesca Oliva, una 29enne di Gricignano d’Aversa, deceduta il 24 maggio 2014 alla clinica Pineta Grande. Oliva, incinta di tre gemelli indotti tramite FIVET (fecondazione in vitro), era ricoverata per una gravidanza ad alto rischio, con cerchiaggio cervicale. Solo uno dei gemelli sopravvisse; la causa della morte fu attribuita a setticemia post-parto.
Il caso ha generato due procedimenti giudiziari distinti. Il primo, per omicidio colposo plurimo, ha coinvolto medici della clinica, tra cui Renato Bembo, assolto in seguito. Il processo si è concluso nell’ottobre 2021 con l’assoluzione di tutti gli imputati, stabilendo che non vi fossero responsabilità dirette nel decesso. I familiari di Oliva, rappresentati dall’avvocato Raffaele Costanzo, hanno espresso delusione, ma la sentenza ha chiarito che la morte non era imputabile a negligenze mediche provate.
Le anomalie nella cartella clinica
Tuttavia, le indagini hanno rivelato anomalie nella cartella clinica, portando a un secondo processo per falsificazione. Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, dopo il decesso, la documentazione fu alterata per evitare accuse di omicidio colposo. Specificamente, furono cancellate annotazioni su “malessere generale” del 23 maggio e una prescrizione di Unasyn, reinserita retrodatata. Furono aggiunte note post-mortem, come dettagli su leucocitosi e neutrofilia, e modifiche alla visita del 22 maggio.
L’accusa a Vincenzo Schiavone
Vincenzo Schiavone è accusato di aver orchestrato queste modifiche, insieme ai ginecologi Gabriele Vallefuoco, Giuseppe Delle Donne e il primario Stefano Palmieri. La Procura sostiene che Schiavone e Palmieri abbiano spinto alle alterazioni per proteggere la clinica da responsabilità.
Le richieste di condanna
Nel gennaio 2026, il sostituto procuratore Giacomo Urbano ha formulato richieste di condanna pesanti nel processo per manomissione della cartella clinica. Dinanzi al giudice Norma Cardullo del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Urbano ha chiesto 5 anni per Vincenzo Schiavone, 3 anni e 6 mesi ciascuno per Vallefuoco e Delle Donne, e 3 anni per Palmieri – totalizzando 15 anni complessivi. Le udienze riprenderanno a fine febbraio 2026 per le arringhe difensive, rappresentate da avvocati come Giuseppe Stellato e Claudio Sgambato.
Le richieste che accendono il dibattito
Queste richieste hanno riacceso il dibattito sulla accountability nella sanità privata. Schiavone ha respinto le accuse, ma la Procura insiste sulla gravità del falso, che avrebbe compromesso la giustizia per la famiglia Oliva. Renato Bembo si è costituito parte civile con l’avvocato Lara Vastarella, mentre i familiari di Oliva continuano a cercare verità.
Chi è Vincenzo Schiavone
Vincenzo Schiavone è una figura centrale nel panorama della sanità privata in Campania, noto per aver trasformato la clinica Pineta Grande di Castel Volturno in un polo ospedaliero di rilievo. Nato nel contesto medico e imprenditoriale, Schiavone ha dedicato oltre quattro decenni alla gestione e all’espansione di strutture sanitarie. Tuttavia, la sua carriera è stata segnata da controversie legali, tra cui accuse di corruzione e, più recentemente, un processo per falsificazione di documenti medici.
La carriera di Vincenzo Schiavone: medico e imprenditore
Vincenzo Schiavone, classe 1949, è un medico chirurgo con una lunga esperienza nel settore sanitario. Laureato in medicina, ha iniziato la sua attività professionale come primario di chirurgia generale presso la clinica Pineta Grande, assumendone la direzione nel 1985. Coadiuvato dalla moglie, la dottoressa Anna Maria Ferriello, e in seguito dal figlio Beniamino Schiavone, ha guidato un processo di modernizzazione che ha elevato la struttura da semplice casa di cura a ospedale multispecialistico. Sotto la sua leadership, Pineta Grande è diventata una delle principali realtà sanitarie convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale in Campania, offrendo servizi in ambiti come ostetricia, ginecologia, chirurgia e pronto soccorso.
Tuttavia, il percorso di Vincenzo Schiavone non è stato privo di ostacoli. La sua ambizione di espandere la clinica ha generato dibattiti su questioni urbanistiche e ambientali, culminando in indagini giudiziarie che hanno messo in discussione la sua integrità. Nonostante ciò, Schiavone ha mantenuto un profilo pubblico attivo, partecipando a eventi e collaborazioni con enti locali per rafforzare il ruolo di Pineta Grande nel territorio di Castel Volturno, una zona spesso svantaggiata.
La storia di Pineta Grande
Fondata negli anni ’70, la clinica Pineta Grande ha subito una trasformazione radicale sotto Vincenzo Schiavone.
Tuttavia, l’espansione non è stata senza controversie. Nel 2020, Schiavone è stato coinvolto in un’inchiesta per presunte irregolarità nei permessi per l’ampliamento della clinica, inclusi tentativi di influenzare funzionari pubblici. L’indagine ha portato a arresti domiciliari temporanei e dimissioni dal consiglio di amministrazione, anche se Schiavone ha negato ogni addebito, sostenendo che le accuse fossero infondate. Questi eventi hanno sollevato domande sulla governance della sanità privata in Italia, dove imprenditori come Schiavone navigano tra innovazione e regolamentazioni stringenti.
Altri scandali e procedimenti legali
Oltre al caso Oliva, Vincenzo Schiavone ha affrontato altre indagini. Nel 2020, è stato arrestato per corruzione legata all’ampliamento di Pineta Grande, accusato di aver influenzato funzionari della Soprintendenza Archeologica di Caserta. L’inchiesta ha coinvolto 39 indagati, inclusi consiglieri comunali e l’ex sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo, descritto come “asservito” a Schiavone. Schiavone ha tentato di avvicinare un pm, portando a domiciliari e dimissioni dal CDA.
Nel novembre 2020, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Schiavone e altri 35. Schiavone ha negato la corruzione, sostenendo che le azioni fossero legittime per lo sviluppo della clinica. Nel 2022 il reato di corruzione è stato cancellato dal Gup. Questi eventi hanno dipinto un quadro di un imprenditore ambizioso, ma criticato per presunte pratiche borderline.
Implicazioni per la sanità in Campania
Il coinvolgimento di Vincenzo Schiavone in questi casi solleva questioni più ampie sulla sanità privata in Campania, dove strutture come Pineta Grande riempiono vuoti pubblici ma rischiano abusi. La regione dipende da convenzioni private, ma scandali erodono la fiducia.

