Chiese chiuse e Chiese aperte

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Il 13 marzo il Vescovo della Diocesi Nocera Inferiore –Sarno, Mons. Giuseppe Giudice con il Comunicato N.4, ha stabilito la chiusura di tutti gli edifici di culto fino al 3 aprile p.v., in osservanza di quanto stabilito dalla Presidenza della Conferenza Episcopale italiana.

La decisione non è stata presa a cuor leggero, si sono succedute diverse tappe fino all’ultima che ha stabilito la chiusura delle chiese per il periodo necessario a debellare lo spettro di un virus subdolo quanto minaccioso.

Dall’idea di una chiesa sempre aperta dove i fedeli, anche in assenza di celebrazioni eucaristiche per evitare assembramenti che facilitassero la trasmissione del Coronavirus, si è passati a quella del rigore assoluto per il bene dell’assemblea.

Ai credenti manca la partecipazione al banchetto eucaristico, ma il senso del rispetto per la decisione presa dalla CEI è prevalso, assieme alla consapevolezza della necessità di una decisione sofferta quanto inevitabile.

È doveroso specificare che il comunicato del Vicario Generale di Sua santità per la Diocesi di Roma dispone una modifica al decreto Prot. N. 468/20 del 12 marzo.

Si riporta testualmente: “Rimangono chiuse all’accesso del pubblico le chiese non parrocchiali e più in generale gli edifici di culto di qualunque genere (cf. can. 1214 ss C.I.C.); restano invece aperte le chiese parrocchiali e quelle che sono sedi di missioni con cura di anime ed equiparate. Restano altresì accessibili gli oratori di comunità stabilmente costituite (religiose, monastiche, ecc.: cf. can. 1223 C.I.C.). limitatamente alle medesime collettività che abitualmente ne usufruiscono in quanto in loco residenti e conviventi, con interdizione all’accesso dei fedeli che non sono membri stabili delle predette comunità”.