Chiacchiere e distintivo, il calcio visto il giorno dopo

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«Libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi», la famosa frase di Jerry Calà. tratta dal film «Bomber» del 1982

Cominciamo allora con Mister Libidine, così chiamano a Salerno mister-ct-grand uff eccetera Ventura. Col suo pragmatismo ha ricucito strappi e ferite, nulla promette, mantiene quel che può. E la libidine quasi contagia Pippo Inzaghi, col Benevento finalmente prorompente. Libidinosi, molto, anche Erra, Cinelli e Ginestra per santificare le prime vittorie in campionato di terza serie di Paganese, Avellino e Casertana. E in D fu subito libiDDDine per Di Costanzo Nocerina, Ferazzoli Agropoli, Martino Gelbison, Fabiano Turris e Borrelli Gladiator. Attenzione ai vasi di coccio, correggerebbe Manzoni se potesse, i campionati si vincono e si perdono in campo, non sulla carta, questo in sintesi ha detto la prima giornata dei dilettanti nazionali. Dice Gervaso, a proposito invece di libidine, che chi non desidera la donna d’altri non la merita. Anche i mister vincenti del week end, in molti casi, desiderano i calciatori d’altri, quindi li meriterebbero. Ma non tutti possono accontentarli. Per molti presidenti, la libidine non significa rivoluzione di portafoglio.