di Carlo Tarallo
“Chi mi vuole votare, mi vota”: se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, Vincenzo De Luca, che ufficializza (come se ce ne fosse bisogno) la sua corsa a sindaco di Salerno (sarebbe il quinto mandato) e risponde così a chi gli chiede se la sua candidatura è stata fatta dal pd.
In questa gigantesca sceneggiata che è ormai la politica italiana, De Luca, con tutti i suoi difetti, ha il merito di parlare chiaro: Pd o non Pd, campo stretto o campo largo, lui è già pronto con le sue liste civiche e conta di ritornare a indossare la fascia tricolore della “sua” Salerno a 32 anni dalla prima volta. Correva l’anno 1993 quando De Luca diventò sindaco per la prima volta: ne è passata di acqua sotto i ponti e nel porto, eppure lui è ancora lì determinato come un ragazzino.
“Sì, si ricomincia. Dobbiamo riprendere la città”, ha detto stamattina De Luca, a quanto riporta l’Agi, “dobbiamo riprendere la provincia, dobbiamo innanzitutto riprendere la sicurezza nella città. La situazione non è tranquilla. Dobbiamo dare tranquillità alle famiglie e ai giovani. Poi, dobbiamo ricreare una speranza. Dobbiamo mettere in piedi un programma straordinario di rinnovamento, riqualificazione urbana, investimenti produttivi. Dobbiamo recuperare un’immagine bella della città”. Parole che non sono solo un programma, ma pure una sfida, l’ennesima, al suo partito, quel Pd che sulla sicurezza annaspa più che su ogni altro argomento.
De Luca lo ha detto e ridetto in tutte le salse, che sulla sicurezza i Dem hanno una linea ondivaga, incomprensibile per i cittadini: Elly Schlein però non riesce a intercettare questo malcontento che serpeggia anche tra i suoi potenziali elettori, politicamente ostaggio dei fanatici dell’accoglienza a tutti i costi, anche di fronte ai numeri che certificano l’alto tasso di delinquenza tra gli immigrati irregolari, e dei paladini del garantismo spinto.
A proposito di Elly: qualche giorno fa, a chi gli chiedeva cosa pensasse della volontà di De Luca di ricandidarsi, a segretaria Dem ha risposto testualmente: “Di Salerno se ne sta occupando il Pd regionale, naturalmente”. Il Pd regionale, il cui segretario indovinate chi è? Piero De Luca, non un omonimo ma il figlio dell’ex Presidente della Regione. Se vi viene da ridere, avete ragione: eppure questo è il quadro.
M5s e Casa Riformista vorrebbero ostacolare, imbrigliare, bloccare lo “sceriffo”, e intavolano tavoli e si riuniscono in riunioni: a quanto apprende Medianews24.it sarebbe Tommaso Pellegrino, non eletto alle ultime regionali, tra gli altri, a opporsi alla corsa dello “sceriffo”. Il campo largo?”
“Che volete fare? Volete bestemmiare con me, abbiate pazienza. Io sono un modesto artigiano”, risponde beffardo De Luca, “Dobbiamo riprendere pezzo per pezzo la città, bonificarla completamente, è chiaro che, se diamo il senso di un rinnovamento e di una ripresa di cammino, si creano entusiasmo, motivazioni, altrimenti i ragazzi se ne andranno”.
Sarà difficile contrastare la corsa di De Luca, che tra l’altro non vede l’ora di tornare e ricoprire un ruolo istituzionale per poter ancora più efficacemente pungolare (eufemismo) il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il suo successore Roberto Fico. Già su Bagnoli De Luca sta facendo sentire forte la sua voce critica, ma è prevedibile che indossando la fascia tricolore non farà sconti a nessuno.

