Un ritorno atteso: cinque anni dopo “Tolo Tolo”, una nuova avventura al cinema
A distanza di cinque anni da Tolo Tolo, Checco Zalone torna sul grande schermo con un progetto completamente diverso dai precedenti, una storia che intreccia comicità, introspezione e il tema universale del viaggio come possibilità di cambiamento. Il film, intitolato “Buen Camino”, segna il ritorno del comico e attore pugliese in una veste che unisce ironia e racconto emotivo, proseguendo quella linea narrativa che negli anni lo ha reso uno degli interpreti più amati dal pubblico italiano.
La regia è affidata nuovamente a Gennaro Nunziante, storico collaboratore di Checco Zalone che ha condiviso con lui alcuni dei più grandi successi al botteghino italiano. Il film, scritto a quattro mani da Nunziante e Luca Medici (nome anagrafico di Zalone), sarà distribuito da Medusa Film e approderà nelle sale il 25 dicembre, ponendosi fin da subito come uno dei titoli più attesi della stagione cinematografica natalizia.
“Buen Camino” porta sul grande schermo un racconto che prende spunto dalle dinamiche della vita contemporanea, affiancando la satira sociale a un viaggio fisico e simbolico che rivoluziona la percezione del protagonista e lo costringe a confrontarsi con ciò che ha sempre evitato: le responsabilità, i sentimenti e il rapporto con sua figlia adolescente.
La storia di “Buen Camino”: dalla vita di lusso alla ricerca più difficile
Il punto di partenza della storia è la vita apparentemente perfetta di Checco, qui rappresentato come un uomo che ha sempre vissuto nella totale assenza di problemi. Figlio di un ricchissimo imprenditore di divani, Eugenio Zalone, conduce un’esistenza segnata dal lusso estremo: ville con piscina, un numero non definito di collaboratori domestici, una giovane fidanzata messicana, uno yacht pronto a salpare in qualsiasi momento e un gruppo di amici con la comune filosofia del “non lavorare mai”.
Tutto sembra scorrere in un equilibrio sospeso, dove i desideri sono immediatamente soddisfatti e il mondo esterno appare lontano e privo di importanza. Tuttavia, quell’armonia artificiale costruita negli anni presenta una falla profonda: la distanza emotiva con sua figlia Cristal, una ragazza minorenne che da tempo non sente vicina. Quando la giovane scompare improvvisamente senza lasciare traccia, la vita di Checco si capovolge.
Convocato dalla sua ex moglie Linda, il protagonista si ritrova costretto a fare i conti con un ruolo paterno che ha sempre rimandato. Non sapendo nulla della quotidianità della figlia, si trova in evidente difficoltà nel ricostruire i suoi movimenti e farsi un’idea precisa di ciò che potrebbe esserle successo.
La svolta arriva grazie a Corina, la migliore amica di Cristal, che dopo qualche resistenza confessa la verità: la ragazza è partita di propria iniziativa per la Spagna con l’intento di percorrere il Cammino di Santiago di Compostela, celebre itinerario di oltre 800 chilometri che ogni anno attira pellegrini da tutto il mondo.
Checco inizialmente considera questa scelta assurda, una follia incomprensibile. Eppure, non ha alternative: se vuole ritrovare davvero sua figlia e comprendere il motivo della sua fuga, deve mettersi sulle sue tracce e affrontare un viaggio che non ha nulla a che vedere con la sua vita di privilegi.
Il viaggio verso Santiago: tra fatica, incontri e una nuova consapevolezza
L’arrivo di Checco in Spagna dà inizio alla parte più significativa del film. Il protagonista, abituato a comfort e comodità, si ritrova a muoversi a piedi lungo un itinerario che attraversa territori duri e mutevoli. Il cammino non è soltanto un percorso geografico, ma soprattutto un’esperienza di trasformazione personale.
Per la prima volta nella sua vita, Checco deve affrontare:
- giornate intere di cammino sotto il sole
- notti trascorse in ostelli affollati e spartani
- pasti improvvisati e lontani dall’abituale lusso
- incontri con persone sconosciute che vivono il viaggio con finalità spirituali o di riflessione
La distanza fisica tra lui e sua figlia diventa così un simbolo della distanza emotiva da colmare. Cristal ha intrapreso il cammino per comprendere sé stessa, per trovare un nuovo senso alla propria vita e sfuggire alla superficialità del mondo da cui proviene. Checco, spinto da un’urgenza diversa, finisce per compiere lo stesso percorso interiore, pur senza esserne del tutto consapevole.
Il film approfondisce con delicatezza il rapporto padre-figlia, mostrando come la ricerca di Cristal diventi un mezzo attraverso cui Checco può finalmente confrontarsi con i propri limiti e riconoscere ciò che conta realmente.
Temi principali: ironia, crescita personale e critica sociale
“Buen Camino” si sviluppa su più livelli, mantenendo la cifra stilistica tipica di Zalone, che alterna momenti spiccatamente comici a scene più riflessive. Tra i temi centrali emergono:
Il confronto con le responsabilità
Checco è un uomo che ha sempre eluso i doveri, rifugiandosi in un’esistenza agiata. Il viaggio rappresenta la sua prima esperienza reale di impegno e dedizione.
Il distacco generazionale
La lontananza tra Checco e Cristal non è solo fisica: è generazionale, culturale e valoriale. Il cammino diventa un luogo simbolico di incontro possibile.
La decostruzione del privilegio
Il protagonista è costretto ad abbandonare ogni comfort, imparando a vivere la fatica e il disagio, scoprendo forme di ricchezza che non aveva mai considerato.
L’idea di viaggio come rinascita
Il Cammino di Santiago è da sempre legato a un’idea di trasformazione. Il film attinge a questa dimensione per raccontare come il viaggio possa diventare strumento di consapevolezza.
Un film che rinnova il linguaggio di Checco Zalone
“Buen Camino” rappresenta una tappa importante nel percorso artistico di Checco Zalone, perché amplia la portata emotiva delle sue opere senza rinunciare alla sua ironia caratteristica. Il film promette di unire risate, riflessione e una narrazione che guarda ai rapporti familiari con autenticità.
La collaborazione con Gennaro Nunziante, già alla base dei maggiori successi di Zalone, garantisce una regia attenta ai ritmi della commedia e ai momenti di profondità emotiva.
L’uscita nelle sale il 25 dicembre segna un ritorno significativo durante uno dei periodi più importanti per il cinema italiano. Il titolo si prepara a dialogare con un pubblico ampio, pronto a ritrovare Zalone in una veste rinnovata.

