Champions: Napoli dei ‘separati in casa’ 

 

Stasera il Napoli va a Liverpool a giocare una delicatissima partita di Champions e gli animi sono tesi come mai prima d’ora negli ultimi anni. La magnifica macchina da gol e spettacolo costruita da Sarri e guidata lo scorso anno con sapienza da Ancelotti si e’ improvvisamente inceppata. Sul capo e nello spogliatoio: risultati che non arrivano, ‘senatori’ che si ribellano al presidente e questi, che per tutta risposta, gli commina una multa milionaria a poche ore dalla partita piu’ delicata della stagione. Una situazione esplosiva in cui alcuni giocatori sembrano essere quasi ‘separati in casa’, che rischia di far fallire la stagione dei partenopei gia’ prima di Natale, anche se ieri l’allenatore del Napoli ha cercato di rasserenare l’ambiente. “Non ho mai pensato di dimettermi – ha detto – in trent’anni di carriera non mi e’ mai capitato di non avere la fiducia del club e dei giocatori. E anche questa volta e’ cosi'”. In attesa di vedere la reazione della squadra, vediamo come si e’ arrivati a questa situazione nata dopo il cosiddetto ‘ammutinamento’ della squadra dal ritiro imposto da Da Laurentiis a Castel Volturno. Le parole di ieri di Ancelotti hanno cercato di smorzare gli animi visto che la societa’ ha recapitato ai tesserati multe per un valore complessivo di 2 milioni e mezzo di euro. Se il Collegio Arbitrale autorizzera’ la multa, gli ‘ammutinati’ si vedranno trattenere lo stipendio. Le richieste di De Laurentiis sono le seguenti: il 50% della mensilita’ lorda di ottobre ad Insigne e Allan, il 25% per gli altri, tolto Malcuit che quella sera era a letto infortunato. Proprio il capitano, nuovo leader e simbolo del Napoli, oggi forse e’ il problema maggiore di Ancelotti. Stasera non sara’ della partita, ufficialmente per un infortunio al braccio, anche se il tecnico di Reggiolo smentisce che ci sia un possibile ‘caso’: “Non sono venuti solo gli indisponibili. Insigne ha provato ieri ma aveva fastidio al gomito, giusto per tagliare le illazioni che sono nate per questa esclusione. Sarebbe venuto volentieri, ma e’ indisponibile evidentemente, non ha recuperato, punto”. Aurelio De Laurentis aveva promesso conseguenze dopo il secco rifiuto di alcuni senatori di andare in ritiro in seguito al pareggio contro il Salisburgo. I responsabili, individuati in Allan, Mertens, Callejon, Koulibaly e soprattutto nel capitano Lorenzo Insigne, avevano convinto l’intera squadra a lasciare Castel Volturno per tornare a casa. “Noi ce ne andiamo a casa, dillo pure a tuo padre”, avrebbe detto Insigne a Edoardo De Laurentiis, figlio del patron azzurro e c’e’ chi parla addirittura di rissa sfiorata tra il rampollo di casa DeLa e il centrocampista brasiliano Allan. Il tutto pero’ era iniziato un paio di giorni prima. Dopo la trasferta contro la Roma di inizio mese, terminata con una sconfitta per 2-1, il presidente aveva imposto un ritiro “non punitivo” ma “costruttivo”, mal digerito dai giocatori. Il problema e’ che, da quel momento, il Napoli ha raccolto soltanto 3 pareggi in altrettante partite, di cui due giocate in casa, con contestazione dei tifosi annessa. La societa’ si era chiusa in silenzio stampa fino a “data da destinarsi”. Cosi’ si leggeva in una nota del 6 novembre: “La societa’ comunica che, con riferimento ai comportamenti posti in essere dai calciatori della propria prima squadra nella serata di ieri, martedi’ 5 novembre 2019, procedera’ a tutelare i propri diritti economici, patrimoniali, di immagine e disciplinari in ogni competente sede. Si precisa inoltre di aver affidato la responsabilita’ decisionale in ordine alla effettuazione di giornate di ritiro da parte della prima squadra all’allenatore della stessa Carlo Ancelotti. Infine comunica di aver determinato il silenzio stampa fino a data da definire”. Ma non e’ finita qui. A gennaio, con l’apertura del mercato, De Laurentiis potrebbe decidere di mandar via qualche giocatore. Anche perche’, quando scoppio’ lo scandalo, la tifoseria si espresse urlando in coro “vendiamoli tutti”. Principali indiziati Dries Mertens e Jose’ Callejon, entrambi in scadenza a giugno del 2020. Anche per questo, il patron partenopeo potrebbe decidere di metterli sul mercato per evitare di perderli gratuitamente in estate. Discorso diverso per Koulibaly, Allan e Insigne. Con loro tre si puo’ fare cassa in qualsiasi momento, ma il rischio di deprezzarli e’ enorme ed e’ dunque necessario per De Laurentiis che la faida rientri. Anche se il distacco tra la tifoseria e i suoi ex idoli sembra consumato.