“C’è un pediatra in famiglia”: la tosse allergica nel bambino

La tosse è un meccanismo di difesa del nostro organismo, serve per pulire le vie respiratorie ed espellere le cose che le irritano. Sotto questo aspetto potremmo pensare che non dobbiamo mai evitare la tosse, ma non è sempre così.

Analizziamo per esempio il caso della tosse allergica.

La tosse può comparire in un’infezione e serve ad espellere il germe che la sta causando. Altre volte essa compare perchè nell’aria ci possono essere delle particelle di sostanze inquinanti che irritano le vie respiratorie. In questo caso, la tosse agisce per evitare dei danni che potrebbero essere causati da queste sostanze, cercando di espellerle. Ma nel caso dei pollini, essi sono dannosi per le vie respiratorie? Certamente no, infatti tutti coloro che non sono allergici possono respirare i pollini senza alcun effetto negativo.
Tuttavia nei soggetti allergici è il corpo che non funziona bene e reagisce difendendosi contro qualcosa che non causa alcun danno, e lo fa in maniera differente:
con la tosse per cercare di espellere il polline dalle vie aeree;
con l’infiammazione della mucosa respiratoria, cercando di attivare il sistema di difesa dell’organismo nel posto dove identifica un aggressore che, in realtà, non è dannoso per tutti;
con la produzione di muco prodotto dalla mucosa, che è come una colla, per catturare, bloccare ed espellere il polline.

Il problema è che nell’allergia al polline questo sistema di difesa non funziona. Infatti esso è molto utile nel caso di infezioni, perché nelle infezioni il momento in cui noi respiriamo il microbo, è unico e non è continuo. È solo un attimo e poi non lo respiriamo più.
Nel caso dei pollini o delle muffe, invece, essi sono presenti in ogni nostro respiro per mesi interi. Per quanto il nostro organismo cerchi di espellerli e bloccarli, essi rientrano giorno dopo giorno nelle nostre vie respiratorie perché restano nell’aria.
Il risultato è che il nostro organismo continua a produrre infiammazione, muco e tosse, per moltissimo tempo, e, a volte, la reazione del nostro organismo può essere molto severa, tanto da far stare molto male le persone che soffrono di allergia.

Come possiamo distinguere se la tosse è una tosse allergica o di altro tipo? E se è una tosse allergica, come facciamo a sapere se è una allergia ai pollini, ai peli di animali, alle muffe o agli acari?

Bisogna tener conto che gli acari e le muffe si trovano in casa, per cui in questi casi la tosse persiste per molti giorni, ma diminuisce quando il bambino esce ed aumenta quando sta in casa. Oppure, nel caso degli acari, quando sta nel letto. Per quanto riguarda il pelo di animali, cane e gatti, di solito la tosse si presenta quando il bambino si trova in posti dove ci sono o sono stati questi animali. Per i pollini invece, anch’essi restano per molto tempo nell’aria. Quindi la tosse dura parecchi giorni, si ripete ogni anno negli stessi periodi, aumenta nelle giornate ventose o povere di pioggia, diminuisce quando piove molto e varia durante le ore della giornata.

La tosse nelle malattie virali da raffreddamento dura per pochi giorni, mentre nelle allergie alcuni mesi. Ovviamente gli acari presenti nelle case trasmettono un’allergia per molti mesi all’anno. Ogni pianta ha invece il suo periodo di impollinazione, che è quella fase in cui essa rilascia il polline per fecondare i fiori. Questa fase, quasi per tutte le piante, dura due o tre mesi e dipende principalmente dal clima. Un’infezione, invece, di solito dura pochi giorni, fino a quando il corpo riconosce il germe che la causa, attiva il sistema difensivo e lo elimina.
A volte ci possono essere delle fasi di confusione, perché quando si verificano delle infezioni una dopo l’altra, può sembrare che la stessa causa rimanga attiva per settimane, invece non è vero: sono infezioni diverse che si susseguono l’una all’altra.
Le infezioni ripetute, molte volte, possono far crescere le adenoidi, che sono degli organi che si trovano dietro al naso che servono a produrre le difese del nostro organismo. Quando ci sono infezioni ripetute, a volte, possono crescere più del normale, ed hanno luogo ad una tosse che non accenna ad essere eliminata.

Un polline ha anche un calendario, e aumenta o diminuisce a seconda di determinate condizioni. La sua concentrazione nell’aria aumenta al mattino presto perché i fiori aperti liberano il polline.  Quando incomincia a riscaldarsi l’aria, correnti d’aria si sollevano dal terreno facendo sollevare il polline nel cui concentrazioni nell’aria diminuiscono durante le ore più calde. Successivamente, quando il sole tramonta e il terreno si raffredda, le correnti di aria calda che dal terreno sale su finiscono, e tutto il polline accumulato nell’aria cade giù, per cui il tardo pomeriggio e il periodo in cui la concentrazione di polline è maggiore.
Se è una giornata ventosa ovviamente la concentrazione del polline aumenta perché il vento mobilizza il polline presente sui fiori e quello caduto a terra. Nel caso di pioggia, se piove molto, essa ha l’effetto di pulire l’aria, ma se piove poco essa scuote i fiori e la concentrazione del polline aumenta.

Tutte queste condizioni sono chiare per quanto riguarda l’evoluzione della tosse allergica, che aumenta in determinati periodi dell’anno, corrispondenti all’impollinazione e in determinate ore del giorno, così come in determinate condizioni climatiche.

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Il dottore Vincenzo Stile, pediatra di famiglia dell’ASL Salerno da circa 30 anni, svolge la sua attività a Nocera Inferiore, in Piazzetta Caduti Civili, n.8.

Contatti mail: vincenzo.stile@gmail.com
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Canale telegram: www.telegram.me/ceunpediatrainfamiglia

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