Cavese, Prosperi al momento resta: si gioca la panchina col Cerignola

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Prosegue il momento delicato della Cavese, sconfitta anche dal Trapani al “Simonetta Lamberti” e costretta a fare i conti con la quarta battuta d’arresto nelle ultime cinque gare. Un trend negativo che ha fatto tornare rovente la panchina di Fabio Prosperi, ora in bilico nonostante la società abbia deciso di concedergli un’ultima occasione nel prossimo turno contro l’Audace Cerignola. Una fiducia a tempo, dunque, quella della dirigenza metelliana, che pretende una reazione immediata per evitare un cambio alla guida tecnica.

Le uscite precedenti — quella convincente di Monopoli e la buona prestazione offerta a Salerno — avevano lasciato intravedere una ripresa, ma il ko interno con i granata ha fatto riemergere le difficoltà strutturali della squadra, apparsa fragile e discontinua.

Nel post gara, Prosperi ha commentato con lucidità e autocritica la nuova battuta d’arresto:

“Non è stata una partita brillante come le ultime due, ma non credo che la squadra meritasse la sconfitta. Nel primo tempo siamo stati un po’ lenti, non abbastanza aggressivi, e abbiamo perso molti duelli individuali. Tuttavia, abbiamo avuto quattro o cinque occasioni importanti. Contro squadre con qualità superiore, come il Trapani, si paga ogni errore.”

Il tecnico ha poi ammesso la necessità di una riflessione profonda:

“Se penso che ci siano stati errori nella costruzione della rosa? Ognuno ha il suo pensiero, io mi occupo di allenare al meglio. Sicuramente sto facendo errori, perché mi analizzo dopo ogni allenamento e ogni partita. Oggi abbiamo preso un gol banale in un momento in cui il Trapani non aveva creato grandi occasioni. Noi, invece, abbiamo avuto un’occasione clamorosa dopo 10-15 minuti e altre nel secondo tempo. Non è corretto parlare di errori di costruzione, ma è chiaro che qualcosa non sta funzionando e devo capire cosa.”

In sala stampa Prosperi ha anche voluto chiarire le voci su un presunto caso Piana, escluso nelle ultime gare:

“Non c’è nessun caso Piana. Ha avuto un infortunio, è arrivato senza preparazione, e ora sta ritrovando la condizione. Cionek ha fatto buone partite, quindi ho deciso di dargli continuità. È una scelta tecnica, non personale. Posso sbagliare, come tutti, anche gli allenatori che vincono scudetti. Io alleno con dignità e professionalità, dando il massimo. Se i risultati non arrivano, il primo responsabile sono io, ma non cerco alibi.”

Il tecnico metelliano non nasconde il peso delle difficoltà attuali, ma ribadisce la propria dedizione al lavoro quotidiano:

“Gli infortuni ci hanno condizionato nei primi minuti, costringendomi a cambiare piano gara. Avevo tre sostituzioni pronte prima del gol, ma il rigore è arrivato trenta secondi prima. Emotivamente non sono tranquillo, sarei ipocrita a dirlo. Ma lavoro con serietà, senza sceneggiate. So che sto sbagliando qualcosa, ma credo anche che la squadra faccia cose positive.”

Infine, Prosperi ha analizzato con onestà i limiti strutturali della rosa:

“Non siamo una squadra estremamente fisica, paghiamo nei duelli individuali. Dobbiamo lavorare sull’intensità, ma non sempre riusciamo a mantenerla al massimo. È un aspetto che ci penalizza contro squadre come il Trapani, che hanno attaccanti di livello e grande fisicità. Noi non abbiamo un centravanti che concretizzi le poche occasioni che creiamo, ma dobbiamo compensare con il collettivo, con l’organizzazione e con l’atteggiamento.”

Ora la Cavese si trova a un bivio cruciale della stagione: la sfida contro l’Audace Cerignola sarà, con ogni probabilità, decisiva per il futuro di Prosperi.