Cava, si finge medico per abusare di una paziente: rischia il processo

L’aveva ingannata fingendosi medico per abusare di lei. Ora rischia il processo con l’accusa di violenza sessuale. Dopo aver chiuso l’indagine, la procura di Nocera Inferiore ha chiesto il rinvio a giudizio per un infermiere in servizio all’ospedale “Santa Maria dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni. L’uomo ha 64 anni ed è di Pagani. L’attività investigativa fu svolta dall’allora sostituto procuratore a Nocera, Giuseppe Cacciapuoti. L’imputato risponde di violenza sessuale consistita in toccamenti e palpeggiamenti ripetuti nei riguardi della parte offesa. I fatti risalgono al 7 agosto del 2016. Quel giorno in ospedale giunse la paziente, una donna ultra trentenne, che lamentava una crisi respiratoria. Dopo un primo controllo, fu trasferita presso il reparto di medicina generale.

Qui sarebbe intervenuto l’infermiere. La donna accusò un malore ed uscì dalla stanza per chiedere aiuto. Fu in quel momento che si avvicinò l’infermiere, raccogliendo la richiesta d’aiuto della paziente. Dopo essersi qualificato come medico, le disse che avrebbe dovuto visitarla, invitandola a seguire all’interno di una stanza vuota che si trovava sullo stesso piano. Una volta dentro, la fece distendere su di un lettino, cominciando a tastarle il fianco destro. Quello che avvenne è poi confluito nella denuncia sporta in un secondo momento dalla donna, ripresa poi dalla procura nel capo d’imputazione formulato per l’imputato. La donna avvertiva un forte dolore proprio poco sotto la pancia, ma l’infermiere con le mani passò a palparle le gambe. La paziente era in pigiama. Indumento che l’uomo le tolse, insieme allo slip, per toccarla ripetutamente anche nelle parti intime. La donna raccontò quanto avvenuto ai familiari, con la contestuale denuncia ai carabinieri, che individuarono l’uomo per notificargli l’avviso di garanzia. La procura gli contesta l’aggravante di aver commesso il reato in violazione dei doveri inerenti un pubblico servizio. Al gip spetterà l’ultima parola, che valuterà il materiale probatorio raccolto per fissare eventualmente un processo con l’accusa, per l’uomo, di violenza sessuale aggravata.