“Il Fascismo e Cava, città di confino” è il nome del libro di Patrizia Reso che verrà presentato giovedì, alle ore 18.00, presso la Biblioteca Comunale di Cava de’ Tirreni. Il volume, dopo un’introduzione sulla presa di potere del Fascismo e sui suoi metodi repressivi e coercitivi, effettua una rassegna della storia locale e dei personaggi che il regime tendeva ad emarginare.
Cava era uno dei luoghi di esilio più gettonati. Tra le varie personalità di alto rango: il ministro Belotti, il giornalista Engely, il podestà Blonda, l’imprenditore Gualino, il “sindaco del Pane” Zanardi. Nel contempo anche tanti cavesi e vennero emarginati altrove, o costretti all’esilio. Con loro Patrizia Reso va ancora più a fondo nella sua speleologica operazione di ricerca storica. E vengono disseppellite storie emblematiche di cavesi doc, come Filippo D’Ursi, Vittorio Violante, Mario Santoli, ecc.
Interverranno Vincenzo Servalli, Sindaco del Comune di Cava de’ Tirreni, Laura Capobianco, presidente dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi”, Emiliano Amato, neopresidente dell’Associazione Giornalisti “Cava e Costa d’Amalfi”, e Franco Bruno Vitolo, insegnante e giornalista, che farà anche da conduttore.
Patrizia Reso non è nuova a ricerche di questo tipo. Nell’ultimo decennio si è infatti caratterizzata per essere una speleologa della microstoria, capace però di non perdere mai di vista la cornice della macrostoria. Con questo spirito, ha indagato sui partigiani e deportati cavesi, sulle radici metelliane di Elvira Notari, prima donna regista del cinema italiano, sulle vittime del Treno della morte, la cui fermata nella galleria di Balvano causò la morte per asfissia di oltre seicento persone, tra cui trentacinque cavesi. Insomma, un’apostola della storia ignorata… e una stella polare per farci essere meno ignoranti della nostra storia.

