Cava, incontro con il campione olimpionico di Judo Giuseppe Maddaloni

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Si è tenuto stamattina presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico di Cava de’ Tirreni, “A. Genoino”, un incontro con il campione olimpionico di Judo a Sidney 2000, Giuseppe Maddaloni, organizzato dal Kendokan Judo di Cava de’ Tirreni. All’evento cui erano presenti la dirigente scolastica Maria Olmina D’Arienzo, il presidente del Kendokan Cava, Gaetano Infranzi, il delegato provinciale FIJLKAM, Armando Angelotti, ha partecipato anche il sindaco Vincenzo Servalli, assente per motivi familiari, l’assessore allo sport, Enrico Polichetti, che ha fatto pervenire i saluti e l’apprezzamento per l’iniziativa.

Il Sindaco Servalli ha posto l’accento sul valore del sacrificio che nello sport come nella vita deve essere l’arma per raggiungere i propri traguardi. Impegnarsi, lottare, non arrendersi mai di fronte agli ostacoli, ma anche essere leali, rispettare le regole, sono i principi per migliorarsi ed essere anche di sprone e di esempio verso gli altri. Il napoletano Pino Maddaloni è tra i pochi grandi atleti italiani ad aver sposato la causa dello sport come strumento anche di riscatto sociale e come tale è tra i maggiori divulgatori del puro spirito sportivo tra le nuove generazioni.

Da gennaio 2011 allena la nazionale italiana non vedenti. La sua storia, romanzata, è stata narrata nel film per la televisione L’oro di Scampia del 2014. La trama del film è liberamente ispirata al libro La mia vita sportiva scritto da Gianni Maddaloni: si tratta della storia del campione olimpico di judo a Sydney 2000, Pino Maddaloni (nel film Toni Capuano) e di suo padre Giovanni (nel film Enzo) che gestisce una struttura sportiva nel cuore di Scampia, allenando i ragazzi del quartiere. Enzo fa di tutto per poter salvare alcuni dei tanti ragazzi che finiscono in strada a delinquere. Uno di questi è Sasà che, dopo essere stato inseguito da un agente in borghese, trova in primo luogo rifugio nella palestra di Enzo e in un secondo momento decide di cambiare vita, specie quando un suo amico lo deride alle spalle davanti agli altri. Iniziando a frequentare Enzo e la sua palestra, Sasà si inserisce e stringe amicizia con Toni, dapprima suo nemico. Anche Leda viene fatta inserire nella palestra di Enzo. Quest’ultima è una ragazza sfruttata dalla zia e viene aiutata dallo stesso agente che aveva inseguito Sasà all’inizio del film.

La vicenda si conclude con la morte di Sasà, che viene decisa dagli stessi ragazzi che egli frequentava all’inizio del film, come rivalsa nei confronti di Enzo e della sua palestra.
Nelle scene finali del film, Toni Capuano vince la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Judo e dedica la vittoria a suo padre e al quartiere di Scampia, un quartiere dove non tutti fanno per forza le scelte sbagliate e dove lo sport può dare una seconda chance a tutti.