“Senza fra Gigino non è processione”. C’è un po’ di amarezza a Cava de Tirreni per l’alzata del panno di San Francesco d’Assisi ad un mese dalla festa; l’effige del Santo Patrono d’Italia, infatti, quest’anno è stata innalzata al termine di una breve processione a cui il vulcanico frate non ha partecipato. La sua assenza i cavesi l’hanno subito avvertita: “manca la sua voce – il commento di molti presenti – questa processione non è come le altre”. Il riferimento è stato chiaro, se si pensa che meno di un mese fa, per la breve processione della madonna assunta per lo spiazzale del santuario, fra Gigino aveva esortato tutti dall’ambone alla preghiera e aveva seguito costantemente la stessa.
Stavolta la differenza c’è stata. Anche in termini di fuochi. Quanti aspettavano i tradizionali fuochi d’artificio di fine processione come un “richiamo” alla cittadinanza dell’imminente festa del santo fondatore dei frati francescani sono rimasti tutti delusi: nessuno spettacolo pirotecnico.
Lo sconforto tra molti ci sta. Le polemiche pure. Alla base del disappunto di molti, la vicenda già tangibile della mancanza di luminarie per l’invece imminente festa di Santa Maria dell’Olmo, copatrona di Cava de Tirreni (prossimo 12 settembre). I fondi per la festa si sono ridotti all’osso, e quest’anno nemmeno le luminarie sono state installate. Il risultato è una festa “visibile a metà”. Sui social le persone hanno già manifestato il loro disappunto, chiedendo il motivo di queste scelte “sotto tono”. Ai “malumori” ora si è aggiunta l’assenza dei fuochi per San Francesco. Ma, più di tutti, quella di fra Gigino.
Fonti: La Città

