A 30 giorni dalle istanze di autotutela, resta sordo il Consorzio di Bonifica alle richieste di chiarimento arrivate dai cittadini cavesi in merito alla natura delle famigerate “bollette pazze”. Partirà dunque a gennaio la class action che era stata annunciata ormai da tempo e che prevederà, a questo punto, l’attuazione di azioni legali per far luce su tributi che sono stati considerati illegittimi per mancata o scarsa erogazione del servizio.

